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      <title-group>
        <article-title>di4g: Uno strumento di clustering per l'analisi integrata di dati geologici</article-title>
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  </front>
  <body>
    <sec id="sec-1">
      <title>-</title>
      <p>
        Introduzione
di4g (data integrator for geology) è uno strumento sviluppato per l’analisi di dati
geologici, in particolare per la geologia degli idrocarburi. Questa disciplina si occupa di
cercare e valutare gli elementi fondamentali nella formazione di un giacimento di
idrocarburi in un bacino sedimentario. Tipicamente, attraverso sonde calate nei pozzi
esplorativi, si ottengono numerosi dati eterogenei, costituiti da log elettrici e
rappresentati sotto forma di curve e log immagini (detti FMI) significative della
conformazione delle pareti dei pozzi. Da queste immagini si possono ricavare informazioni
riguardanti la tessitura delle rocce, il tipo di porosità, la presenza di fratture
(rappresentate da sinusoidi). L’esperto geologo analizza questi log visivamente, per
identificare le varie caratteristiche presenti all’interno delle immagini. Questa è però
un’analisi complessa e soggettiva nell’interpretazione che richiede, inoltre, un elevato
tempo di esecuzione. Per questo, è stato sviluppato I2AM (Intelligent Image Analysis
and Mapping), un software per l’interpretazione semiautomatica delle immagini
provenienti dai pozzi petroliferi (
        <xref ref-type="bibr" rid="ref1">1</xref>
        ) e per individuare le caratteristiche visuali presenti (
        <xref ref-type="bibr" rid="ref6 ref8">6,
8</xref>
        ). Poiché tutti i dati disponibili sono eterogenei e non tutti considerati da I2AM, per
consentire l’allineamento e la fusione di diversi dataset è stato sviluppato di4g. di4g
fonde la tabella delle caratteristiche prodotta da I2AM con i log elettrici disponibili e
consente anche di eseguire l’analisi integrata di dati provenienti da pozzi diversi.
Per fornire una prima classificazione sui dati in ingresso, di4g applica una tecnica di
clustering individuando zone del pozzo simili e raggruppandole in cluster con un
algoritmo di clustering. Ciò costituisce una prima ipotesi di divisione delle parti dei
pozzi in zone simili, in ciascuna delle quali sono presenti diverse tipologie di roccia.
Tramite l’utilizzo del software di4g il geologo può quindi eseguire un’interpretazione
molto più veloce e interattiva dei dati ricavati dalle esplorazioni, grazie anche alle
rappresentazioni grafiche di uscita dello strumento aggiornate in tempo reale. Sono
stati sperimentati diversi approcci al fine di individuare -e in alcune situazioni
prevedere- le classificazioni per determinati campi di pozzi (
        <xref ref-type="bibr" rid="ref10 ref4 ref5 ref7 ref9">4, 5, 7, 9, 10</xref>
        ), ma l’approccio
non supervisionato con il coinvolgimento diretto del geologo si è dimostrato il più
efficace (
        <xref ref-type="bibr" rid="ref2">2</xref>
        ). di4g è stato sviluppato in partnership tra due aziende, una software e una
di consulenza geologica, e un Dipartimento Universitario di Ingegneria. La versione
di di4g descritta è stata sviluppata nel corso di un tirocinio e tesi di laurea magistrale
svolti da parte del primo autore.
2
      </p>
    </sec>
    <sec id="sec-2">
      <title>L’approccio di di4g</title>
      <p>
        L’obiettivo del progetto è stato quello di sviluppare uno strumento per l’analisi
integrata di dati da esplorazioni petrolifere, orientato allo studio di diversi pozzi e di tipi
di dati eterogenei (
        <xref ref-type="bibr" rid="ref3">3</xref>
        ). In genere, in fase di analisi di un terreno, in un campo
esplorativo si eseguono più trivellazioni di pozzi. I dati devono essere analizzati e confrontati
simultaneamente per identificare quali tra questi pozzi hanno le caratteristiche
migliori per essere un buon giacimento.
      </p>
      <p>Il flusso di lavoro di di4g è suddiviso in tre fasi principali (si veda Figura 1):
• nella prima fase avviene l’importazione dei file. L’applicazione consente di
importare più file contenenti dati riferiti ad ogni pozzo e tramite un algoritmo di
allineamento costruisce il dataset utilizzato nel successivo processo di clustering.
Altra funzionalità fondamentale in questa fase è la possibilità di importare file
contenenti dati riferiti a più pozzi; in questo modo è possibile analizzare
contemporaneamente le caratteristiche di un intero campo esplorativo;
• nella seconda fase avviene il processo di clustering. In questa fase si normalizzano
i dati, e la normalizzazione è solitamente applicata sull’intero dataset. Avendo
inoltre la possibilità di importare dati riferiti a più pozzi, il sistema è stato reso in
grado di calcolare anche una normalizzazione riferita a ogni singolo pozzo. In
questa fase è stato anche ottimizzato il processo di clustering.
• nella terza fase avviene l’esportazione del dataset risultante dal processo di
clustering. In questa fase è importante per il geologo poter costruire diversi tipi di grafici
a partire dal dataset ottenuto dal clustering. I grafici aiutano il geologo nel
processo di identificazione dei tipi di rocce del pozzo esplorato. Sono stati anche integrati
direttamente nell’applicazione di4g moduli di visualizzazione dei grafici e una
tabella contenente le statistiche per ogni singolo cluster creato.
L’applicazione fornisce un’interfaccia che consente l’importazione di file provenienti
da tecniche e strumenti diversi, per numerosi pozzi. Il file d’ingresso dovrà essere una
tabella numerica in formato testo con tante righe quante sono le profondità analizzate
e tante colonne (separate da un delimitatore o lunghezza fissa) quante sono le variabili
prese in esame riguardanti ad esempio la densità e la porosità delle rocce; dovrà
inoltre contenere gli identificativi dei diversi pozzi. Un’analisi globale dell’insieme di
pozzi, fornisce una classificazione unificata e quindi una rappresentazione coerente
delle tipologie di rocce (questo è particolarmente utile solo per pozzi geograficamente
vicini).</p>
      <p>Come detto in precedenza i dati possono essere generati utilizzando strumenti
differenti e avere così anche risoluzioni differenti; il sistema fornisce all’utente la
possibilità di importare molti formati di testo, potendo scegliere separatore, numero di righe
d’intestazione, e altre caratteristiche.</p>
      <p>Inoltre è necessario in questa prima fase eseguire un allineamento dei diversi file
importati. L’allineamento avviene analizzando ogni profondità della matrice, ricavata
dai dati del primo file, con lo scopo di trovare per ognuna di esse tutte le righe della
seconda matrice la cui profondità è “vicina” a quella analizzata. Così facendo l’elenco
delle profondità del primo file fa da “guida” per tutti i file. Durante questa fase ci si
può inoltre trovare nella situazione in cui questa debba avvenire tra dati di un pozzo
che però presentano profondità iniziali e finali che non coincidono: di4g effettua
quindi una ‘pulizia’ delle profondità iniziali e finali della matrice da allineare e si
ottiene in questo modo un allineamento molto più uniforme e coerente delle
profondità iniziali e finali di ogni pozzo.
2.2</p>
      <p>
        La fase di clustering
Nella seconda fase, di4g esegue il processo di clustering. Con il termine clustering si
intende un insieme di tecniche volte a individuare e raggruppare gli elementi
omogenei in un insieme di dati; in particolare, il clustering ha l’obiettivo di trovare in un
dataset dei gruppi che siano il più differenti possibili gli uni dagli altri, ma allo stesso
tempo con membri di uno stesso gruppo il più possibile simili tra loro.
Come tecnica di clustering, di4g utilizza il clustering gerarchico agglomerativo non
supervisionato (
        <xref ref-type="bibr" rid="ref11">11</xref>
        ), cioè un approccio dal basso verso l’alto che parte inserendo ogni
elemento in un cluster differente, iterativamente calcola la distanza tra i diversi
cluster e fonde i cluster che si trovano a distanza minore, ossia quelli più simili; il
procedimento è iterato fino ad ottenere un unico cluster. Lo strumento realizzato consente
di scegliere la distanza da utilizzare per misurare la similarità tra due elementi (sono
disponibili la distanza di Manhattan, Euclidea e Pearson); inoltre permette di scegliere
fra tre diverse metriche (Merge Max, Merge Min, Merge Avg) da utilizzare per
selezionare la coppia di cluster da fondere.
      </p>
      <p>La normalizzazione è importante per rendere il risultato indipendente dalle unità di
misura delle variabili, facendo in modo che tutte le variabili contribuiscano in ugual
misura; in questo modo si esegue il calcolo delle distanze su variabili che sono
confrontabili. Oltre a una classica normalizzazione sull’intero dataset è stata realizzata
anche la possibilità di eseguire una normalizzazione su ogni singolo pozzo. La
normalizzazione sull’intero dataset è consigliata quando si è in presenza di dati uniformi (ad
esempio se sono stati usati gli stessi strumenti e parametri per la rilevazione); la
normalizzazione su ogni singolo pozzo è invece la modalità appropriata nel caso in cui
sono stati definiti parametri e tarature differenti degli strumenti utilizzati per
l’estrazione dei dati riferiti ai diversi pozzi: così facendo i dati vengono allineati e
portati nello stesso range correggendo le diverse tarature utilizzate.</p>
      <p>In di4g il processo di clustering è realizzato tramite la costruzione di una matrice
delle distanze in cui si cerca il minimo. Tale matrice può occupare uno spazio
considerevole in memoria (ordine O(N2) dove N è il numero di foglie presenti nel dataset)
se siamo in presenza di dataset di grandi dimensioni e la ricerca del minimo
all’interno di tale matrice può diventare un processo oneroso. Per questo motivo di4g
ottimizza la ricerca del minimo all’interno di questa matrice tramite alcuni vettori
ausiliari. Una quota importante del lavoro si è concentrata nell’analizzare e ridurre i
tempi del processo di clustering; in particolare l’ottimizzazione del popolamento di
questi vettori ha ridotto drasticamente i tempi di esecuzione.</p>
      <p>Il risultato del clustering gerarchico è un diagramma ad albero chiamato
dendrogramma sul quale è possibile generare un taglio per ottenere una configurazione di
cluster. La finestra di uscita prodotta da di4g consente di eseguire due diversi tipi di
taglio: il classico taglio orizzontale e il taglio obliquo (rappresentato in Figura 2). Il
taglio obliquo permette di tagliare l’albero ad altezze diverse, semplicemente
selezionando i nodi che si desiderano “aprire”. In questo modo è possibile espandere in
profondità una sola parte dell’albero, e il geologo ha quindi la flessibilità di scegliere la
configurazione di cluster per lui più rappresentativa.
La terza fase di di4g consente la visualizzazione di vari tipi di grafici interattivi
aggiornabili simultaneamente nel momento in cui si cambia la configurazione di cluster
agendo sul dendrogramma oppure se è avviata una nuova procedura di clustering.
Uno dei grafici visualizzabili è il diagramma pozzo: rappresentazione del pozzo in
verticale con ogni profondità colorata secondo il cluster di appartenenza (Figura 3).
Di questo diagramma si possono visualizzare diverse configurazioni: su un solo pozzo
oppure su pozzi multipli, in questo caso possono essere rappresentati allineati a partire
dall’alto oppure scalati secondo la loro profondità reale. Per il geologo il diagramma
pozzo è fondamentale in quanto gli consente di individuare le caratteristiche del
pozzo alle diverse profondità, in particolare in caso di diagramma su pozzi multipli, il
geologo può effettuare un confronto simultaneo e individuare più rapidamente le varie
caratteristiche dei diversi pozzi.
Con il grafico di correlazione (Figura 4), di4g rappresenta in uno spazio cartesiano il
grado di dipendenza tra due variabili (si possono considerare tutti i cluster
contemporaneamente o uno specifico cluster).
Un’ultima funzionalità permette di visualizzare una tabella di ‘Cluster Evaluation’
riassuntiva delle statistiche dei cluster; per ognuno di essi il geologo può analizzare
ogni variabile presa in esame. Per semplificare ulteriormente l’interpretazione
effettuata dal geologo dalla tabella di ‘Cluster Evaluation’ per ogni singola variabile è
possibile visualizzare il box-plot che consente di rappresentare la distribuzione di una
determinata variabile all’interno dei diversi cluster e confrontarle tra loro; è inoltre
possibile visualizzare anche la distribuzione di una determinata variabile in un cluster
all’interno dell’istogramma.</p>
      <p>Come detto in precedenza tutti i grafici descritti si rigenerano in seguito al
cambiamento del taglio sul dendrogramma, in questo modo, l’analisi svolta dal geologo può
essere maggiormente interattiva e molto più veloce.
3</p>
      <p>Conclusioni
di4g è uno strumento che permette l’importazione di file che contengono grandi
quantità di dati e la loro integrazione con dati visuali, per eseguire poi il processo di
clustering. Questo strumento presenta diversi vantaggi: in primo luogo può essere utilizzato
anche da utenti non esperti grazie ad un’interfaccia semplice e intuitiva. Inoltre,
avendo la possibilità di importare file contenenti dati riferiti a più pozzi, permette di
analizzare le caratteristiche dei diversi pozzi contemporaneamente, effettuando un
confronto simultaneo e riducendo così i tempi di analisi. Un ulteriore vantaggio è dato
dalla possibilità di visualizzare grafici che consentono di semplificare e velocizzare il
lavoro del geologo analista. Ogni tipo di grafico realizzato porta dei vantaggi in fase
di analisi, infatti, è possibile verificare i legami tra due variabili analizzate, eseguire
un confronto istantaneo sulle distribuzioni dei diversi pozzi, verificare la distribuzione
dei cluster lungo la profondità di ogni singolo pozzo. Il loro aggiornamento
simultaneo consente al geologo di avere sott’occhio costantemente le modifiche derivanti da
una nuova configurazione di cluster. Questo consente un’interpretazione molto più
veloce di ogni singola zona del pozzo e di verificare così quale tra le diverse
configurazioni rappresenta al meglio i dati importati. Infine di4g è nato in ambito geologico,
ma a nostro parere può essere utilizzato in diversi ambiti, ovvero in tutti quelli in cui
si ha la necessità di eseguire un’analisi su dei dati in ingresso.</p>
    </sec>
    <sec id="sec-3">
      <title>Riferimenti</title>
    </sec>
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