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    <article-meta>
      <title-group>
        <article-title>Standard e interoperabilità in ARIADNE</article-title>
      </title-group>
      <contrib-group>
        <contrib contrib-type="author">
          <string-name>Paola Ronzino</string-name>
          <email>paola.ronzino@pin.unifi.it</email>
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          <label>0</label>
          <institution>PIN</institution>
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        </aff>
      </contrib-group>
      <fpage>36</fpage>
      <lpage>46</lpage>
      <abstract>
        <p>The paper describes the activities undertaken by the ARIADNE project to achieve interoperability of archaeological resources at the datasets and item level. Moreover, the archaeological extension of the CIDOC CRM, CRMarchaeo, developed within the project, to enable the representation of existing archaeological datasets in a formal way is presented.</p>
      </abstract>
      <kwd-group>
        <kwd>CIDOC CRM</kwd>
        <kwd>interoperability</kwd>
        <kwd>standards</kwd>
        <kwd>CRMarchaeo</kwd>
      </kwd-group>
    </article-meta>
  </front>
  <body>
    <sec id="sec-1">
      <title>Introduzione</title>
      <p>Negli ultimi anni è stata accertata una crescente consapevolezza riguardo
l’importanza di creare delle reti di dati che permettano di effettuare un accesso
integrato alla documentazione e agli archivi di risorse archeologiche digitali creati e
gestiti da diverse organizzazioni e centri di ricerca. Un’importante condizione al fine
dello sviluppo di tali reti di dati risiede nella definizione di standard e linee guida che
stabiliscano un grado di compatibilità tra le basi di dati che costituiscono tali reti.
Generalmente questi dati sono archiviati in database individuali, non standardizzati e
pertanto con una limitata possibilità di integrazione. Le diverse comunità di settore
che hanno l’esigenza di archiviare i propri dati strutturandoli secondo i propri modelli,
hanno definito negli anni degli standard per asservire alle necessità del proprio settore
di ricerca. Quando però le diverse comunità decidono di condividere i propri dati con
una comunità più estesa e per scopi più ampi, è allora che si pone il problema legato
all’interoperabilità.</p>
      <p>
        Molte istituzioni hanno sviluppato degli standard e linee guida per rendere la propria
documentazione uniforme, per promuovere la condivisione dei dati, facendo ricorso
all’uso di tesauri e vocabolari controllati, strumenti che consentono di migliorare
l’accesso alle informazioni archeologiche e di rendere i propri dati interoperabili.
Alcuni di questi standard sono stati definiti in ambito nazionale, come per esempio le
normative sviluppate dall’ICCD in Italia [
        <xref ref-type="bibr" rid="ref1 ref2">1, 2</xref>
        ], o le linee guida dettate dall’English
Heritage attraverso il MIDAS [
        <xref ref-type="bibr" rid="ref3">3</xref>
        ]. Altri sono stati definiti all’interno di progetti
europei il cui scopo era quello di facilitare l’interoperabilità dei dataset disponibili,
come ad esempio, gli schemi di LIDO [
        <xref ref-type="bibr" rid="ref4">4</xref>
        ], CARARE [
        <xref ref-type="bibr" rid="ref5">5</xref>
        ] e 3D ICONS [
        <xref ref-type="bibr" rid="ref6">6</xref>
        ].
Database differenti sono definiti interoperabili quando le operazioni di manipolazione
effettuate su di essi restituiscono risultati coerenti indipendentemente dallo schema,
dal modello o dal formato in cui i singoli dati sono archiviati. Rendere interoperabili
delle basi di dati è un compito piuttosto impegnativo da raggiungere nell’ambito di
database archeologici.
      </p>
      <p>
        Questa è la sfida che si pone ARIADNE [
        <xref ref-type="bibr" rid="ref7">7</xref>
        ], l'infrastruttura di ricerca europea per
l’integrazione dei dataset archeologici il cui obiettivo principale è quello di fornire un
accesso integrato e garantire l’interoperabilità semantica di dataset archeologici
distribuiti in tutta Europa. ARIADNE ha come obiettivo quello di riunire e integrare
diversi insiemi di dati archeologici in modo che i ricercatori possano fare uso di
queste risorse e beneficiare di esse attraverso l’uso di tecnologie e servizi messi a
disposizione dalla infrastruttura stessa.
      </p>
      <p>
        Il primo passo verso l’integrazione di dati archeologici in ARIADNE consiste nella
possibilità di scoprire quali risorse sono disponibili, attraverso dei meccanismi di
ricerca che permettono di rilevare l’esistenza di dati relativi a un determinato
argomento, scoprendo il luogo in cui sono archiviati e ciò che rappresentano.
Questo servizio è garantito dall’ARIADNE Registry, grazie al quale tutte le risorse di
dati archeologici disponibili nella rete sono state catalogate e le informazioni relative
ai dataset disponibili modellate secondo l’ARIADNE Catalog Data Model (ACDM).
Un successivo livello di interoperabilità, il quale sarà condotto a livello sperimentale,
si basa sulla semantica, permettendo l’integrazione di dati a livello del singolo record,
e sarà basato sul CIDOC CRM [
        <xref ref-type="bibr" rid="ref8">8</xref>
        ].
      </p>
      <p>Il CIDOC CRM è un’ontologia formale che permette di estrapolare un’enorme
quantità di informazioni e di produrre nuova conoscenza dai dati disponibili, grazie
alla sua capacità di descrivere le relazioni implicite esistenti tra persone, eventi,
luoghi e documenti.</p>
      <p>All’interno di ARIADNE, il CIDOC CRM è stato esteso per coprire le esigenze
specifiche legate all’indagine archeologica, comprese le informazioni provenienti da
scienze archeologiche, nonché da metodologie digitali utilizzate per il rilievo dei
manufatti, dei monumenti e dei siti, dando vita all’ ARIADNE Reference Model [9]
(figura 1).</p>
      <p>Fig. 1 L’ARIADNE Global Model
2</p>
    </sec>
    <sec id="sec-2">
      <title>Standard archeologici e i dataset di ARIADNE</title>
      <p>Durante l'autunno del 2013, all’interno del progetto ARIADNE, è stata effettuata una
vasta indagine sugli standard utilizzati in ambito archeologico comprendendo anche
quelli sviluppati da altri domini rilevanti per l'archeologia o che consentono
l'interoperabilità con essi. L'indagine è stata condotta attraverso un'analisi
approfondita della letteratura disponibile e contattando, in alcuni casi, le istituzioni
che utilizzano tali normative per ulteriori delucidazioni sulla loro applicazione [10].
Parallelamente, un’ulteriore indagine ha coinvolto i partner del consorzio di
ARIADNE i quali sono stati invitati a fornire informazioni relative ai dataset in loro
possesso e che sarebbero stati messi a disposizione della rete per l’integrazione. Un
questionario redatto ad hoc è stato distribuito ai content providers al fine di
raccogliere le informazioni sul contenuto, sul formato dei dati, sulle dimensioni, sui
metadati disponibili, sugli standard, gli schemi e sui vocabolari controllati utilizzati
nella loro ricerca [11].</p>
      <p>L'indagine ha rivelato che il Consorzio si avvale di diverse tipologie di dataset tra cui:
• banche dati archeologiche che comprendono siti, insediamenti, sepolture, reperti,
oggetti appartenenti a specifiche regioni e periodi archeologici;
• database dei manufatti dell’industria litica: asce di pietra, strumenti litici;
• set di dati etno-archeologici;
• database di dati scientifici tra cui legno, carbone, frammenti paleo-ambientali,
datazioni C14 e isotopi, dendrocronologia, archeozoologia, petrologia, dati
geofisici, analisi chimiche di ceramiche e argille;
• dati di scavi archeologici e relazioni con siti e manufatti;
• set di dati di telerilevamento: lidar, fotografia aerea e geofisica;
• GIS archeologici comprendenti cartografia di siti archeologici, monumenti,
indagini sul campo;
• report di scavo non pubblicati e altra letteratura (la cosiddetta letteratura grigia);
• immagini, PDF e altri documenti di testo, fogli di calcolo Excel e CSV, filmati,
file audio e modelli 3D in una vasta gamma di formati.</p>
      <p>Dall’indagine si è pertanto evinto che il Consorzio dispone di una grande quantità di
dati disponibili per l'integrazione, e che gran parte di questi dati ha una natura
estremamente eterogenea. Il risultato dell’indagine ha inoltre evidenziato che diversi
partner dispongono di importanti collezioni di dati di diversa struttura e formato,
mentre altri partner detengono singoli set di dati con struttura identica.
Un altro importante passo compiuto verso l'integrazione dei dati è stato quello di
individuare delle aree comuni all'interno dell'ampio bacino di dati messi a
disposizione dai partner di ARIADNE con lo scopo di identificare quei dataset che
avrebbero permesso l'integrazione dei dati a livello del singolo record.
3</p>
    </sec>
    <sec id="sec-3">
      <title>Integrazione dei dataset archeologici</title>
      <p>I dataset che sono stati identificati in seguito all’analisi dei dati disponibili, hanno
fornito le informazioni necessarie per procedere alla pianificazione dei processi
d'integrazione che in ARIADNE si eseguiranno su due livelli: (i) l'integrazione dei
metadati, attraverso l’ARIADNE Registry, e (ii) l'integrazione dei dati, che permetterà
di integrare le risorse selezionate da alcuni partner e di eseguire ricerche incrociate
attraverso meccanismi di accesso alle risorse integrate.</p>
      <p>L’ARIADNE Registry è un catalogo che permette di registrare le informazioni
relative ai dataset e alle collezioni messe a disposizione dal Consorzio. Il catalogo è
predisposto in modo da fornire la possibilità di aggiungere, in un secondo momento,
ulteriori dataset detenuti da partner esterni associati al progetto. Tale catalogo fornirà
uno strumento prezioso per la scoperta di risorse da parte di ricercatori e utenti
europei e non solo.</p>
      <p>Il Registry fornirà una piattaforma di interoperabilità per la comunità di ricerca che
permetterà l’integrazione dei metadati raccolti nell’ARIADNE Catalog in modo da
sostenere la ricerca incrociata rispondendo alle domande: (i) What, per recuperare
informazioni per soggetto (ad esempio tipo di monumento, collezioni, etc.), (ii)
Where, per consentire la scoperta di risorse digitali secondo criteri spaziali, (iii)
When, per consentire la scoperta di risorse secondo criteri temporali.</p>
      <p>L’integrazione di dati e metadati delle risorse archeologiche, a livello del singolo
record si avvarrà invece di strumenti di mappatura basati sul CIDOC CRM e sulle sue
estensioni archeologiche.</p>
    </sec>
    <sec id="sec-4">
      <title>CIDOC CRM e la sua estensione archeologica</title>
      <p>Come anticipato, una delle sfide che ARIADNE si propone è quella di porre le basi
per l'integrazione di informazioni complesse, provenienti da fonti eterogenee,
superando l'attuale modello delle biblioteche digitali. Lo scopo principale è quello di
ottenere una rappresentazione consistente dei dati che prescinda dalla modalità di
creazione e dal loro uso, tale che tutte le informazioni direttamente o indirettamente
correlate possano essere estratte dall’enorme quantità dei dati ed essere utilizzate a
supporto di future interpretazioni.</p>
      <p>Pertanto, la sfida non è quella di adattare i vari modelli esistenti ad un unico modello,
ma di sviluppare uno schema globale sotto forma di una ontologia formale, che possa
essere adattabile alle varie necessità e permettere quindi l'integrazione di dati
eterogenei senza alcuna perdita di significato.</p>
      <p>Al fine di affrontare la complessità dell’integrazione dei dati archeologici, ARIADNE
ha scelto di adottare il CIDOC CRM e di estenderlo secondo le necessità ed i
problemi posti dalla ricerca archeologica [9]. I dataset messi a disposizione dal
Consorzio di ARIADNE sono stati analizzati con lo scopo di definire una base
empirica di strutture di dati archeologiche identificando delle categorie distinte che
avrebbero richiesto delle estensioni. Al fine di rappresentare le diverse metodologie di
documentazione e la diversa struttura dei dati, sono state definite delle priorità
concordate con i partner sulla base della quantità di dati a disposizione, della
rilevanza nella catena di ragionamento e delle aspettative da parte degli esperti
coinvolti. Per ogni categoria individuata sono stati selezionati e raccolti dei dati che
sono stati mappati sul CIDOC CRM al fine di identificare eventuali concetti mancanti
e di sviluppare le rispettive estensioni. Sulla base di queste premesse, alcuni esperti
del settore sono stati coinvolti nelle attività del progetto, partecipando ai sistematici
workshop interdisciplinari organizzati al fine di definire, in maniera collaborativa, la
semantica dei dati e definire i nuovi concetti necessari per documentare al meglio i
processi coinvolti nella ricerca archeologica. Questo lavoro ha portato allo sviluppo
del modello ontologico CRMarchaeo [12].
4.1</p>
      <sec id="sec-4-1">
        <title>CRMarchaeo: un’estensione del CIDOC archeologici CRM per modellare i dati</title>
        <p>Il motore trainante che ha spinto alla ricerca e alla definizione di uno standard
ontologico a servizio della ricerca archeologica è stata la necessità, particolarmente
forte tra la comunità di archeologi, di definire degli standard per la documentazione
dello scavo archeologico. Finora le norme nazionali esistenti in Europa sono in parte
riuscite a fornire una sistematizzazione coerente alla documentazione di scavo.
Nonostante grandi siano stati gli sforzi compiuti in questa direzione dalle diverse
comunità di ricercatori ed istituzioni archeologiche, notiamo una notevole differenza
tra gli standard utilizzati a livello nazionale dalle varie scuole archeologiche ed
istituzioni governative. La creazione di uno strumento in grado di identificare gli
elementi chiave coinvolti nel processo della ricerca archeologica e di metterli in
relazione tra loro utilizzando una cornice semantica adeguata era solo auspicabile fino
ad ora. Da questa necessità è nato il modello ontologico CRMarchaeo, un’estensione
archeologica del CIDOC CRM in grado di fornire agli archeologi uno strumento per
modellare in maniera semantica le informazioni e la documentazione prodotta dalle
indagini archeologiche.</p>
        <p>CRMarchaeo è stato creato mettendo a confronto standard e modelli utilizzati per la
documentazione del processo di scavo archeologico già in uso da istituzioni nazionali
e internazionali. Il modello si è sviluppato in seguito ad una approfondita analisi dei
metadati esistente nella reale documentazione archeologica ed è stato arricchito dalla
continua collaborazione con varie comunità di archeologi da diversi paesi e scuole.
Come anticipato, uno degli obiettivi più importanti del modello è quello di superare le
differenze risultanti dall'applicazione di varie tecniche di scavo e di procedure
derivanti dalle diverse tradizioni archeologiche e scuole, per identificare i comuni
metodi legati all’attività dello scavo archeologico. Questo servirà a fornire una
visione unificata in grado di esprimere i concetti comuni senza imporre modelli
specifici o particolari tecniche d'indagine, fornendo quindi una solida base per
l'integrazione della documentazione della ricerca archeologica.</p>
      </sec>
      <sec id="sec-4-2">
        <title>4.1.1 CRMarchaeo: il modello concettuale</title>
        <p>L’interpretazione delle sequenze cronologiche, basate sull’analisi spaziale e temporale
di un sito specifico, offre tutti gli elementi necessari alla ricostruzione dell’identità di
un gruppo in uno luogo specifico ed in un determinato lasso temporale.
Uno degli elementi fondamentali del modello CRMarchaeo è infatti quello di offrire
la possibilità di registrare le informazioni relative alla disposizione fisica della
stratificazione archeologica e degli eventi che hanno condotto alla sua formazione,
permettendo di documentare e successivamente interpretare la stratificazione e gli
oggetti rinvenuti nel corso dello scavo, offrendo agli archeologi uno strumento di
supporto nella determinazione di una cronologia relativa degli strati.</p>
        <p>Il CRMarchaeo si sviluppa a partire dalla definizione delle principali entità coinvolte
nell’indagine archeologica che sono le Unità Stratigrafiche (SU) e l’Interfaccia
Archeologica (SI) (fig.2).
S20 Physical Feature</p>
        <p>A8 Stratigraphic Unit
A2 Stratigraphic</p>
        <p>Volume Unit
L’unità Stratigrafica, intesa come la minima unità di informazione nella ricerca
archeologica, è caratterizzata dalla sua natura fisica e spazio-temporale, essendo
collocata in un determinato luogo per un determinato periodo ed è collegata con altre
unità stratigrafiche. L’Unità Stratigrafica viene rappresentata in CRMarcheo dalla
classe A8 Stratigraphic Unit, sottoclasse di S20 Physical Feature, entità sviluppata
all’interno di un’altra estensione del CIDOC CRM, CRMsci [13], definito in origine
per descrivere le entità relative alla stratigrafia geologica. S20 è una sottoclasse di
E18 Physical Thing e E53 Place, entrambe classi del modello CIDOC CRM, pertanto
la classe A8 Stratigraphic Unit di CRMarchaeo, ne eredita le caratteristiche fisiche e
spaziali.</p>
        <p>L’unità stratigrafica A8 è composta da una parte volumetrica definita con la classe A2
Stratigraphic Volume Unit e dalla interfaccia stratigrafica, rappresentata dalla classe
A3 Stratigraphic Interface.</p>
        <p>Le attività e i processi che hanno portato alla creazione di una unità stratigrafica sono
rappresentate in CRMarcheo dalla classe A4 Stratigraphic Genesis, mentre i processi
che ne hanno successivamente modificato la forma e la posizione, sono codificati
tramite la classe A5 Stratigraphic Modification (figura 3).
S10 Material</p>
        <p>Substantial
AP9 took matter from</p>
        <p>A4 Stratigraphic
Genesis Event</p>
        <p>AP7 Produced</p>
        <p>A5 Stratigraphic
Modification Event</p>
        <p>AP8 disturbed
A8 Stratigraphic Unit
Un altro importante fattore a supporto dello studio sulla formazione dello strato
archeologico riguarda l’analisi dei resti organici e inorganici rinvenuti all’interno
dello stesso. Gli oggetti rinvenuti all’interno dell’US sono codificati attraverso la
classe del CIDOC CRM E18 Physical Thing. La loro condizione di essere “contenuti”
all’interno di una unità stratigrafica viene codificato attraverso la tripla E18 Physical
Thing (oggetto fisico) -&gt; AP18 is embedded (è contenuto) -&gt; A7 Embedding
(contenitore) (figura 4).</p>
        <p>A2 Stratigraphic</p>
        <p>Volume Unit</p>
        <p>AP19 is
embedding in
A7 Embedding</p>
        <p>AP17 is found by
S19 Encounter Event</p>
        <p>A8 Stratigraphic Unit</p>
        <p>A8 Stratigraphic Unit
S19 Encounter Event</p>
        <p>P9 consists of
Le attività di documentazione e rimozione del terreno durante lo scavo archeologico,
sono codificate attraverso la classe A1 Excavation Process Unit. Tutte le attività di
scavo che si susseguono all’interno della stessa campagna di scavo, sono invece
identificate attività complementari di una attività più ampia, esemplificata dalla classe
A9 Archaeological Excavation.</p>
        <p>A3 Stratigraphic</p>
        <p>Interface
AP4 produced surface
AP1 produced</p>
        <p>AP2 discarded into</p>
        <p>E55 Type
(Research Question)</p>
        <p>S4 Observation
S1 Matter Removal
Le relazioni stratigrafiche tra diverse US sono espresse attraverso la proprietà AP11
has physical relation, la quale, attraverso la proprietà AP11.1 has type descrive i
rapporti tra US facendo riferimento ad un vocabolario che contiene i termini comuni
utilizzati per documentare i rapporti tra US osservati e registrati durante uno scavo. I
termini utilizzati da CRMarchaeo sono:
• fills
• is filled by
• cuts
• is cut by
• is bonded with
• butted
•
•
•
jointed
above
below
Le relazioni stratigrafiche tra US sono invece codificate con la proprietà AP13 has
stratigraphic relation, anch’essa popolata da vocabolario comune per rappresentare
questi tipi di rapporti:
• before
• after
• same as
Il modello ontologico CRMarchaeo è stato approvato dai membri dello Special
Interest Group (SIG) del CIDOC CRM come modello formalmente e
metodologicamente compatibile con il CIDOC CRM. Il modello è in continuo
aggiornamento ed è sempre aperto ad ogni tipo di integrazione o aggiunta che si
ritenga necessaria, soprattutto in seguito a particolari necessità che possano emergere
dalla sua appliacazione ad uno specifico caso di studio. E’ intenzione del CIDOC
CRM SIG di gestire e promuovere il modello come standard internazionale.</p>
      </sec>
    </sec>
    <sec id="sec-5">
      <title>Ringraziamenti</title>
      <p>Il presente lavoro è stato supportato dal progetto ARIADNE, finanziato dalla
Commissione Europea (contratto 313193) nel contesto del VII Programma Quadro di
Ricerca e Sviluppo, bando INFRA-2012-1.1.3. Le opinioni dell’autore non riflettono
necessariamente quelle della Commissione Europea.
[9] ARIADNE, 2016, D14.1 “Extended CRM”, 2016,
http://ariadneinfrastructure.eu/Resources/D14.1-Eetended-CRM
[10] ARIADNE, 2013, D 3.1 “Initial report standards and on the project registry”,
2013,
http://www.ariadne-infrastructure.eu/Resources/D3.1-Initial-Report-on-theproject-registry
[11] ARIADNE, 2013, D 3.2 “Report on project standards”, 2013,
http://ariadneinfrastructure.eu/Resources/D3.2-Report-on-project-standards
[12] CRMarchaeo, 2016. CRMarchaeo: the Excavation Model, version 1.4.,
http://www.ics.forth.gr/isl/CRMext/CRMarchaeo/docs/CRMarchaeo1.2.1.pdf
[13] CRMsci, 2014. CRMsci: the Scientific Observation Model, version 1.2.2.
Available at http://www.ics.forth.gr/isl/CRMext/CRMsci/docs/CRMsci1.2.2.pdf
L’accesso a tutti i siti risale a Luglio 2016</p>
    </sec>
  </body>
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