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      <title-group>
        <article-title>SITAR: il Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma</article-title>
      </title-group>
      <contrib-group>
        <contrib contrib-type="author">
          <string-name>Mirella Serlorenzi</string-name>
          <email>mirella.serlorenzi@beniculturali.it</email>
          <xref ref-type="aff" rid="aff0">0</xref>
        </contrib>
        <aff id="aff0">
          <label>0</label>
          <institution>Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'Area Archeologica di Roma</institution>
          ,
          <addr-line>Roma</addr-line>
          ,
          <country country="IT">Italia</country>
        </aff>
      </contrib-group>
      <fpage>56</fpage>
      <lpage>62</lpage>
      <abstract>
        <p>The SITAR project has been launched in 2007 by the Special Superintendence for the Colosseum, the National Museum and the Archaeological Heritage of Rome, with the aim to realize and maintain the first Digital Archaeological Cadastre of Rome. The first scope of the project is to come up with an open, collaborative and web-based Archaeological Information System able to share and enrich the knowledge of the archaeological heritage of the City and its metropolitan territory. This paper illustrates the last advances of the project that are being implemented in order to make SITAR become a real hub in the network of cultural heritage management in Italy. Thanks to the collaboration with ARIADNE network, SITAR is planning new and innovative strategies in order to achieve a real interoperability at a European level.</p>
      </abstract>
      <kwd-group>
        <kwd>WebAIS</kwd>
        <kwd>Open Access</kwd>
        <kwd>Interoperability</kwd>
        <kwd>Knowledge Management</kwd>
        <kwd>Rome</kwd>
      </kwd-group>
    </article-meta>
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  <body>
    <sec id="sec-1">
      <title>Introduzione</title>
      <p>standard di piena accessibilità e validità dei dati e delle applicazioni offerte agli utenti,
e a allinearsi con quelle istituzioni che presentano già da tempo un duplice ruolo di
produttrici e utilizzatrici di banche dati pubbliche.</p>
      <p>Peraltro, questo graduale cambiamento di paradigma sta avvenendo in un più ampio
scenario nel quale la realizzazione di piattaforme e infrastrutture digitali a supporto
della sistematizzazione e disseminazione della conoscenza archeologica, costituisce
un impegno prioritario volto all'adeguamento della ricerca archeologica e alla sua
innovazione rispetto al contesto europeo e globale. È in tale direzione che si é
formalizzata e si sta sviluppando la collaborazione con il Consorzio di ricerca del
progetto ARIADNE [2], [3].
2</p>
    </sec>
    <sec id="sec-2">
      <title>La piattaforma web del SITAR</title>
      <p>Attualmente lo sviluppo della piattaforma web del SITAR si sta focalizzando verso gli
aspetti della comunicazione e della collaborazione tra gli utenti, laddove in passato lo
sforzo principale, per evidenti ragioni, si è concentrato maggiormente nella direzione
della progettazione del Sistema e del suo popolamento, per poter anzitutto
sistematizzare e rendere disponibile, nel minor tempo possibile, la conoscenza
archeologica conservata negli archivi della Soprintendenza, frutto di indagini
trentennali sul territorio del comune di Roma [4]. Difatti, essendo fin dall'inizio
l'intenzione del Progetto quella di realizzare uno strumento che permettesse la
concreta partecipazione di tutti i cittadini, attualmente si sta curando la costruzione di
un Portale Web per accogliere tutti gli utenti in uno spazio virtuale organizzato e
intuitivo, facilmente navigabile e provvisto di alcuni applicativi web dedicati
(http://archeositarproject.it/).</p>
      <p>Dalla nuova Home Page del Portale Web SITAR si può accedere al webGIS, ora
ridenominato webAIS - Archaeological Information System, secondo una
terminologia più coerente [5], che rappresenta sia l'ambiente cartografico aperto a tutti
gli utenti abilitati alla sola consultazione delle basi di dati, con credenziali pubbliche
di accesso disponibili sul portale SITAR, sia lo strumento quotidiano di back-office
dedicato alla gestione del repository SITAR, nel rispetto di specifici ruoli operativi e
permessi basati sull'account personale di utenti più avanzati.</p>
      <p>Direttamente connesso al webAIS è il nuovo applicativo gestionale dell'Archivio
Digitale SITAR, dedicato ai documenti digitali correlati con le classi logiche
primarie. L'Archivio Digitale ha previsto un'opportuna estensione del modello
concettuale SITAR e contempla una distinzione esplicita tra la singola risorsa
digitale/file e i molteplici livelli di metadatazione semantica che l'utente della
piattaforma webSITAR può implementare in relazione alle quattro classi logiche
primarie (OI, PA, UA, DT). In tal senso, nel rispetto dei permessi attribuiti a ciascun
utente, l'applicativo consente di archiviare, metadatare, ricercare e consultare ciascuna
risorsa digitale attraverso le sue relazioni con gli oggetti logici del sistema
informativo, dallo scavo all'evidenza puntuale, dal monumento al dispositivo di tutela.
La struttura logica dell'Archivio Digitale SITAR, dunque, attraverso un sistema di
indicizzazione e correlazione multipla dei documenti, permette di metadatare in
maniera molteplice la stessa risorsa digitale con le informazioni relative a una o più
istanze dei vari livelli logico-informativi del SITAR [3].</p>
      <p>La scelta di realizzare un'applicazione dedicata alla gestione e pubblicazione
dell'archivio digitale SITAR è maturata in funzione della mole di documentazione
processata ai fini dell'inserimento nella banca dati del SITAR, che ad oggi conta circa
140.000 documenti digitali.</p>
      <p>Infine l'applicazione che coinvolgerà maggiormente gli utenti alla partecipazione
attiva al progetto sarà il SITAR Knowledge Management System.</p>
      <p>
        Questa applicazione riunirà le funzioni tipiche di un portale web e quelle di un
sistema di organizzazione e valorizzazione della conoscenza, accogliendo anche le
nuove risorse digitali generate dalla comunità di utenti della piattaforma web del
SITAR: dalla documentazione progettuale e tecnica relativa alla piattaforma
informativa della Soprintendenza, fino agli approfondimenti conoscitivi eseguiti
costantemente sui singoli contesti di scavo, indagine, sui corredi documentali di
monumenti e siti archeologici, etc.; questa applicazione prevederà, dunque, una forte
integrazione tra gli aspetti propri del medium di comunicazione, i paradigmi
concettuali e metodologici della c.d. event-based archaeological documentation [
        <xref ref-type="bibr" rid="ref1">6</xref>
        ] e
gli strumenti tipici di una piattaforma web collaborativa sul genere, ad esempio, di
ResearchGate.
      </p>
      <p>Per tutte le applicazioni web del SITAR è già stata contemplata anche l'integrazione
della policy di autenticazione degli utenti offerta dalla federazione IDEM - IDentity
Management (https://www.idem.garr.it/), la costellazione di Identity Providers
istituzionali, supportata in Italia dal Consortium GARR.</p>
      <p>Nello sviluppo della piattaforma webSITAR, un'attenzione particolare è rivolta alla
multi-modalità di accesso alle informazioni e alle policies di data licensing, di uso e
riuso dei metadati e dei documenti digitali conservati nel web repository SITAR.
Accanto alle applicazioni dedicate ai principali work-flows descritti, la piattaforma
webSITAR inizia ad erogare anche i primi servizi informativi in veste di WMS che
nel nuovo webAIS verranno ampliati anche alle altre tipologie di web services
OGCcompliant correntemente in uso, anche al fine di potenziare gli aspetti di
interoperabilità tecnologica del SITAR verso gli altri SIT e IDT pubblici.
Dal momento che gli oggetti digitali trattati, a differenza dei metadati che li
descrivono, risultano ad oggi non completamente regolati da una normativa specifica
di riferimento, sono in corso di valutazione e di prima sperimentazione alcuni
approcci alle licenze d'uso e al copyright/copyleft. In ogni caso, le policies e le licenze
che verranno sperimentate e adottate per la piattaforma webSITAR saranno sempre
calibrate sulle politiche culturali e di data-licensing promosse e attuate dal MiBACT e
dalle altre pubbliche amministrazioni, a vantaggio delle utenze e nella direzione di
una conoscenza sempre più aperta, condivisa, partecipativa e di una ricerca davvero
innovativa e responsabile.</p>
    </sec>
    <sec id="sec-3">
      <title>Il SITAR e il progetto ARIADNE</title>
      <p>Venendo nello specifico all'interazione con il progetto ARIADNE, la Soprintendenza
partecipa dal 2013 alle attività del Consorzio di ricerca attraverso il gruppo di lavoro
del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, coordinato dall'Istituto Centrale per il
Catalogo Unico e le Biblioteche (ICCU).</p>
      <p>In questo ambito operativo, il ruolo della Soprintendenza di Roma è attualmente
duplice e si traduce sia nella messa a disposizione del consorzio di ricerca di alcuni
dataset di informazioni territoriali archeologiche, sia nella partecipazione alle attività
di test delle metodologie e degli strumenti collaborativi implementati nel corso del
progetto.</p>
      <p>La partecipazione della Soprintendenza si basa, difatti, su due accordi specifici di
cooperazione con il consorzio di ricerca ARIADNE: il primo siglato dall'ICCU per
conto del MiBACT e del gruppo di lavoro ministeriale italiano; il secondo integrativo
del precedente e orientato all'ampliamento dell'offerta di open dataset da parte della
Soprintendenza e di nuovi ambiti di collaborazione scientifica.</p>
      <p>Considerate le finalità complessive del Progetto ARIADNE e il panorama di sistemi
informativi e banche dati di carattere archeologico disponibili al 2013 nell'ambito del
MiBACT e dei suoi Istituti, il gruppo di lavoro ministeriale italiano ha individuato la
banca dati SITAR, quale patrimonio informativo fondamentale da portare in dote al
consorzio europeo di ricerca, al fine di integrare e arricchire con dataset di
informazioni archeologiche georeferenziate e relativi oggetti digitali, l'insieme dei
dati archeologici già selezionati all'interno del portale CulturaItalia.it.
In tal senso, l'impegno del Ministero è stato rivolto fin da subito a garantire al
Progetto ARIADNE un contributo concreto e ricco di contenuti culturali e scientifici,
afferenti a differenti banche dati ministeriali, anche nell'ottica di una migliore
mappatura e progressiva integrazione tra le stesse.</p>
      <p>Nello specifico, dal suo lato la Soprintendenza ha identificato due dataset (Origini
dell’Informazione e Partizioni Archeologiche) propri del SITAR che, per
caratteristiche informative e ampiezza territoriale e cronologica, rispondono al meglio
alle esigenze sottese alle sperimentazioni metodologiche e tecnologiche in corso
nell'ambito del Progetto ARIADNE, in particolare alle ricerche in corso in tema di
interoperabilità tra sistemi e linked data.</p>
      <p>Il primo passaggio operativo è stato segnato dal censimento di tali dataset SITAR nel
Registry ARIADNE, il portale anagrafico delle banche dati di maggiore rilievo del
settore archeologico europeo. Attraverso tale attività propedeutica è stato possibile
dettagliare i metadati fondamentali, i lessici in uso, i servizi associati ai dataset
SITAR, al fine di renderli ricercabili attraverso lo stesso Registry, anche in vista delle
successive attività di implementazione dell'ARIADNE Trans National Access Portal e
di supporto all'interoperabilità tra sistemi informativi nazionali e locali rilegati dal
network di ARIADNE. In seguito, con il secondo agreement tra il consorzio di ricerca
europeo e la SSCol siglato nel 2015, sono stati dettagliati i contenuti informativi dei
due dataset SITAR condivisi, relativi alle due classi logiche delle Origini
dell'Informazione e delle Partizioni Analitiche.
L'accordo di cooperazione ha definito, difatti, la piena condivisione di questi due
dataset che contengono rispettivamente:
a) Origini dell'Informazione: i metadati relativi alle indagini archeologiche,
geognostiche, interventi di restauro, studi territoriali, studi monografici, etc., condotti
nel territorio metropolitano di Roma sia nell'ambito di interventi di indagine
preventiva, sia di ricerche archeologiche programmate e più estese nello spazio e nel
tempo, curate in proprio dalla SSCol, ovvero da altri soggetti del settore archeologico,
o ancora in occasione di missioni di ricerca straniere;
b) Partizioni Analitiche: i metadati relativi alle numerosissime evidenze
archeologiche e non-archeologiche registrate nel corso degli interventi di indagine,
restauro e studio specialistico di cui al punto precedente.</p>
      <p>
        Per quanto attiene gli oggetti digitali correlati con ciascuna istanza dei due dataset
archeologici menzionati, la Soprintendenza ha messo a disposizione del consorzio di
ricerca di ARIADNE l'elenco degli allegati documentali correlati, nelle more di poter
definire al meglio la policy di data licensing, anche nel rispetto delle indicazioni
ancora in corso di formulazione nell'ambito più generale del MiBACT, in base alle
normative vigenti in tema di diritti intellettuali, dati pubblici e delle pubbliche
amministrazioni, open data, e delle tematiche correlate [
        <xref ref-type="bibr" rid="ref3">7</xref>
        ].
      </p>
      <p>Per il prossimo futuro, oltre alla partecipazione ai nuovi momenti di incontro e
discussione comune con i partners del progetto e alle nuove fasi di test di metodologie
e strumenti collaborativi in corso di implementazione, la cooperazione della SSCol
con il network di ARIADNE si orienterà, in particolare, alla partecipazione in alcuni
SIG - Special Interest Groups su semantica e metadatazione, formalizzazione dei dati
archeologici, interoperabilità tra sistemi informativi locali e nazionali, condivisione e
disseminazione di dati, informazioni e conoscenze, data licensing, sviluppo e
implementazione di nuove e-infrastructures dedicate alla ricerca archeologica a livello
europeo, open data e linked data.</p>
      <p>In tal senso, il ruolo della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo
Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma nell'ambito dell'importante
esperienza progettuale rappresentata dal contesto di ARIADNE, può aprire la strada
ad una più ampia adesione delle Soprintendenze archeologiche italiane a questo
network di ricerca europeo, contribuendo all'innovazione metodologica e tecnologica
degli stessi Istituti territoriali del MiBACT e all'ottimizzazione degli impegni
sostenuti, in direzione della digitalizzazione dei rispettivi archivi scientifici e
dell'implementazione di sistemi informativi archeologici pubblici, ormai
imprescindibili per valorizzare, pubblicare e disseminare il vasto patrimonio
informativo pubblico distribuito presso le numerose sedi operative del MiBACT sui
territori regionali e locali.
[1] Serlorenzi, M., Jovine, I., Leoni, G., De Tommasi, A. (2015), La piattaforma
webSITAR: un nuovo Knowledge Management System per l’Archeologia Pubblica del
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[https://www.researchgate.net/publication/289522088_La_piattaforma_webSITAR_u
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[2] Niccolucci, F. (ed.) (2014), ARIADNE - The Way Forward to Digital Archaeology
in Europe. Firenze, ARIADNE Research Consortium.
[http://www.ariadneinfrastructure.eu/content/download/4569/26666/version/2/file/Ariadne+Booklet.pdf/;
ultimo accesso: 13.06.2016]
[3] Serlorenzi, M., Jovine, I., Leoni, G., De Tommasi, A., Varavallo, A. (2016), SITAR
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[http://sifet.org/sifet/index.php/pubblicazioni/bollettino/category/45-scienza-science/;
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[4] Serlorenzi, M. (ed.) (2011), SITAR – Sistema Informativo Territoriale
Archeologico di Roma, Atti del I Convegno, Roma, 26 ottobre 2010. Roma, Iuno
Edizioni.
[http://beniculturali.academia.edu/ProgettoSITAR/Atti-del-I-Convegno-di-StudiSITAR-2010/; ultimo accesso: 13.06.2016]
[5] Serlorenzi, M., Jovine, I., Leoni, G., De Tommasi, A., Varavallo, A. (2015), A
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Giligny, F. Djindjian, L. Costa, P. Moscati, S. Robert, S. (eds.), CAA2014. 21st
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    </sec>
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