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    <article-meta>
      <title-group>
        <article-title>Sentiment Analysis: applicazione in un dominio psico-forense</article-title>
      </title-group>
      <contrib-group>
        <contrib contrib-type="author">
          <string-name>Francesca Guglielmi</string-name>
          <xref ref-type="aff" rid="aff1">1</xref>
        </contrib>
        <contrib contrib-type="author">
          <string-name>Pierpaolo Basile</string-name>
          <xref ref-type="aff" rid="aff0">0</xref>
        </contrib>
        <contrib contrib-type="author">
          <string-name>Antonietta Curci</string-name>
          <email>antonietta.curcig@uniba.it</email>
          <xref ref-type="aff" rid="aff1">1</xref>
        </contrib>
        <contrib contrib-type="author">
          <string-name>Giovanni Semeraro</string-name>
          <email>giovanni.semerarog@uniba.it</email>
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        </contrib>
        <aff id="aff0">
          <label>0</label>
          <institution>Dipartimento di Informatica, Universita` di Bari Aldo Moro</institution>
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        <aff id="aff1">
          <label>1</label>
          <institution>Dipartimento di Scienze della Formazione</institution>
          ,
          <addr-line>Psicologia, Comunicazione</addr-line>
          ,
          <institution>Universita` di Bari Aldo Moro</institution>
        </aff>
      </contrib-group>
      <abstract>
        <p>English. This study aims to apply the sentiment analysis to a psycho-forensic context through the analysis of narrative transcriptions related to the crimes committed by violent detainees. We investigate the presence of psychopathy through the Psychopathic Personality Inventory-Revised (PPI-R). Psychopathy is a personality disorder that is characterized by emotional detachment, the lack of empathy and it is often found in the prison population for the brutality of committed crimes. Our study explores possible associations between psychopathy and emotional content present in the narratives. Results show a neutral polarity for both psychopathic and not psychopaths offenders, however it is possible to identify significant emotional characteristics that diversify the narrative transcriptions.</p>
      </abstract>
    </article-meta>
  </front>
  <body>
    <sec id="sec-1">
      <title>-</title>
      <p>Italiano. Il presente studio ha l’obiettivo
di applicare la sentiment analysis ad un
contesto psico-forense attraverso
l’analisi di resoconti narrativi relativi ai crimini
commessi da detenuti, autori di reati
violenti. Attraverso lo strumento Psycopathic
Personality Inventory-Revised (PPI-R), e`
stata indagata la presenza di psicopatia,
disturbo di personalita` che si caratterizza
per il distacco emotivo, l’assenza di
empatia e lo stile di vita antisociale
riscontrabile nella popolazione carceraria per
l’efferatezza dei crimini commessi, al fine di
esplorare eventuali associazioni tra il
disturbo e i contenuti emotivi presenti nelle
narrazioni. Dai risultati emerge un tono
affettivo neutro sia per gli offender
psicopatici sia per gli offender non
psicopatici, tuttavia e` possibile individuare
peculiarita` emotive significative che diversificano
i resoconti narrativi.</p>
    </sec>
    <sec id="sec-2">
      <title>1 Introduzione</title>
      <p>
        La psicopatia e` un disturbo di personalita`
caratterizzato da deficit emotivi, stile di vita
antisociale, mancanza di senso di colpa ed empatia. Negli
psicopatici la coloritura affettiva che
generalmente serve a differenziare gli eventi emotivi da
quelli neutri non esiste nella stessa misura degli altri
individui
        <xref ref-type="bibr" rid="ref5">(Cleckley, 1941)</xref>
        .
      </p>
      <p>
        Gli psicopatici hanno un’attenuata risposta
emotiva agli eventi di cui fanno esperienza e nei
confronti delle persone con cui interagiscono. I
tratti caratterizzanti la psicopatia, si riscontrano in
alcuni offender detenuti
        <xref ref-type="bibr" rid="ref13">(Serin, 1996)</xref>
        , proprio per
le peculiarita` relative alla violenza degli atti
esperiti da queste persone
        <xref ref-type="bibr" rid="ref16">(Yang et al., 2010)</xref>
        .
Inoltre, la callosita` emotiva, tratto caratterizzante il
disturbo, pare possa essere associata ad una
percezione minimizzata dell’esperienza emotiva
(positiva o negativa) dell’evento vissuto, relativa sia
al momento in cui si e` verificato sia al richiamo
dell’evento stesso
        <xref ref-type="bibr" rid="ref11">(Osumi and Ohira, 2010)</xref>
        .
      </p>
      <p>
        L’incapacita` nell’elaborare e nel fare esperienza
del contenuto affettivo degli stimoli e degli
eventi puo` avere delle conseguenze sulle capacita` di
memoria e quindi sulla possibilita` di elaborare e
di recuperare l’informazione emotiva relativa
all’evento esperito. Evidenze empiriche
        <xref ref-type="bibr" rid="ref3">(Burrow et
al., 2014)</xref>
        sostengono che le persone psicopatiche
soffrono di un deficit emotivo che puo` avere un
impatto sul loro modo di percepire il ricordo
degli eventi. Alcuni clinici e ricercatori sostengono
che gli psicopatici generalmente non sono in
grado di apprendere il significato emotivo degli
eventi; pertanto si ipotizza che i racconti degli
offender psicopatici siano scarni di dettagli emotivi
rispetto alle narrazioni degli offender non
psicopatici (Glass and Newman, 2006; Wilson et al., 2008;
Christianson et al., 1996)
      </p>
      <p>
        La ricerca in questi ambiti necessita di essere
implementata, infatti negli ultimi anni la ricerca di
base in psicologia cognitiva si e` ampliata
mediante l’adattamento delle procedure, delle variabili e
il coinvolgimento di altri domini scientifici, tra cui
la psicolinguistica. Tali adattamenti consentono
di allargare le conoscenze sulle caratteristiche di
personalita` e le loro influenze sui comportamenti
in contesti diversificati, come quello penitenziario,
per rendere fruibile la messa in atto di programmi
di intervento mirati e adatti a supportare persone
con tali disturbi. Il presente studio e` il risultato di
queste integrazioni di domini concettuali e di
ricerca, nella fattispecie si applica la sentiment
analysis, una metodologia per l’elaborazione
automatica del testo al fine di estrarre informazioni
soggettive in un contesto psico-forense. A 48
offender detenuti, autori di reati violenti, e` stato
chiesto, attraverso un compito di free-recall, di narrare
il ricordo autobiografico relativo all’evento
criminoso commesso per il quale sono stati condannati,
tale ricordo e` stato trascritto dagli
sperimentatori simultaneamente alla narrazione. Inoltre, a
ciascun partecipante e` stato somministrato il
Psychopatic Personality Inventory-Revised (PPI-R)
        <xref ref-type="bibr" rid="ref10 ref17 ref2">(Lilienfeld and Widows, 2005)</xref>
        per analizzare la
presenza di psicopatia. Ciascun resoconto narrativo e`
stato successivamente analizzato con la
metodologia della sentiment analysis attraverso un
algoritmo descritto in dettaglio nel paragrafo 2. I risultati
di questa analisi sono riportati nel paragrafo 3.
2
      </p>
    </sec>
    <sec id="sec-3">
      <title>Metodologia</title>
      <p>
        La metodologia da noi proposta si compone di
cinque distinte fasi:
1. reperimento dei resoconti narrativi. Ad un
campione composto da 48 uomini (Meta =
38; 69; Ds = 8; 5) autori di reati violenti,
detenuti presso l’Istituto penitenziario di Turi
(BA) e la Casa circondariale di Trani (BA) e`
stato chiesto di narrare, attraverso un compito
di free-recall, il ricordo autobiografico
relativo al crimine per il quale sono stati
condannati. Le narrazioni sono state trascritte dagli
sperimentatori in simultanea;
2. rilevazione della presenza/assenza di
psicopatia misurata attraverso il PPI-R
        <xref ref-type="bibr" rid="ref10 ref17 ref2">(Lilienfeld
and Widows, 2005)</xref>
        che valuta i tratti di
personalita` del soggetto attraverso l’indagine di
quei comportamenti e peculiarita` cognitive,
emotive e percettive che costituiscono i tratti
tipici della psicopatia. Il test e` composto da
154 item, da cui si ricavano 8 scale di
contenuto, aggregate in 3 fattori sovraordinati:
Dominanza priva di paura, Impulsivit a`
auto centrata e Freddezza emotiva. Ogni item
prevede 4 alternative di risposta (vero,
abbastanza vero, abbastanza falso, falso). Le
somministrazioni si sono tenute previa
autorizzazione del P.R.A.P. della Regione Puglia e
previa autorizzazione individuale all’uso dei
dati personali nei limiti stabiliti dalla legge. Le
somministrazioni si sono svolte in una cella
protetta, alla presenza di due somministratori
e una guardia penitenziaria;
3. elaborazione dei resoconti narrativi,
come descritto nel paragrafo 2.1, per
l’estrazione automatica di attributi emotivi e di
sentimento;
4. analisi dei risultati per l’individuazione di
una correlazione tra i punteggi del PPI-R e
gli attributi estratti dall’analisi automatica del
testo;
5. analisi degli attributi estratti
dall’elaborazione del testo con tecniche di apprendimento
automatico.
      </p>
      <p>La metodologia proposta ha l’obiettivo di
verificare se l’analisi automatica del testo puo` rilevare
alcune caratteristiche emozionali o di sentimento
associabili alla psicopatia nei detenuti che hanno
commesso crimini particolarmente violenti.
2.1</p>
      <sec id="sec-3-1">
        <title>Elaborazione del testo</title>
        <p>
          Ogni trascrizione e` stata processata da una
pipeline di strumenti per l’analisi automatica del
linguaggio per la lingua italiana. In particolare, ogni
trascrizione e` sottoposta alle seguenti operazioni:
1. Tokenizzazione e PoS-tagging: il testo e`
suddiviso in token (parole) e ad ogni
token e` associato un tag che identifica la
parte del discorso (sostantivo, aggettivo, verbo,
avverbio, preposizione, articolo, ...). Queste
operazioni sono realizzate attraverso il tool
open-source Apache OpenNLP1;
2. Lemmatizzazione: sfruttando le
informazioni sul PoS-tag, riconduce ogni parola al
suo lemma. Questa operazione e`
necessaria per poter accedere a dizionari
elettronici, ad esempio quelli utilizzati nelle
operazioni successive per l’analisi del sentiment.
L’operazione e` stata realizzata attraverso
l’utilizzo della risorsa linguistica Morph-it!2
          <xref ref-type="bibr" rid="ref10 ref17 ref2">(Zanchetta and Baroni, 2005)</xref>
          ;
3. Analisi del sentiment: l’analisi del
sentiment prevede l’associazione di uno score di
polarita` ad ogni parola presente nella
trascrizione, ed il calcolo di uno score di sentiment
sull’intera trascrizione. Lo score di sentiment
sull’intera trascrizione e` calcolato seguendo
due differenti approcci: 1) come media degli
score di sentiment associati ad ogni parola;
2) come differenza tra gli score massimi di
polarita` positiva e negativa. Questo processo
e` realizzato utilizzando la risorsa linguistica
Sentix
          <xref ref-type="bibr" rid="ref1">(Basile and Nissim, 2013)</xref>
          . Inoltre, la
polarita` dei termini e` invertita se compaiono
in un contesto di negazione. Il contesto di
negazione e` individuato dalla parola “non” e
si estende fino all’individuazione di uno dei
seguenti caratteri f: :; !?g;
        </p>
      </sec>
      <sec id="sec-3-2">
        <title>4. Analisi delle emozioni: ad ogni parola so</title>
        <p>
          no associate delle etichette emotive
utilizzando la risorsa linguistica WordNet-Affect
          <xref ref-type="bibr" rid="ref14">(Strapparava and Valitutti, 2004)</xref>
          .
        </p>
        <p>
          L’analisi del sentiment e quella delle
emozioni necessitano di maggiori dettagli
implementativi. Poiche´ le risorse linguistiche utilizzate sono
dei dizionari basati sul significato si rende
necessaria una strategia per poter accedere a questi
dizionari attraverso il lemma. Un lemma pu o`
avere piu` significati; nel caso di lemma polisemico si
e` scelto il significato piu` frequente. La
frequenza dei significati per la lingua italiana e`
calcolata utilizzando la risorsa MultiSemCor
          <xref ref-type="bibr" rid="ref10 ref17 ref2">(Bentivogli
and Pianta, 2005)</xref>
          . Lo stesso procedimento viene
applicato a WordNet-Affect in presenza di lemmi
polisemici.
2.2
        </p>
      </sec>
      <sec id="sec-3-3">
        <title>Analisi con approcci di apprendimento automatico</title>
        <p>Al fine di analizzare l’associazione tra gli
attributi linguistici e la psicopatia, abbiamo formalizzato
1https://opennlp.apache.org/
2http://sslmitdev-online.sslmit.unibo.
it/linguistics/morph-it.php
un problema di apprendimento di tipo binario in
cui ogni racconto e` classificato come psicopatico
o non psicopatico in base ai risultati del PPI-R.
Ogni racconto e` descritto da una serie di attributi:
polarita` media, score massimo di polarita`
positiva, score massimo di polarita` negativa, differenza
tra gli score massimi di polarita` e, per ogni
classe emotiva prevista da WordNet-Affect, numero di
parole che ricadono in tale classe.</p>
        <p>
          Lo scopo di questa analisi non e` quello di
misurare la bonta` predittiva degli attributi estratti dal
testo, ma di capire il potere discriminante di ogni
attributo. Per questo motivo si e` scelto l’algoritmo
C4.5
          <xref ref-type="bibr" rid="ref12">(Quinlan, 1993)</xref>
          basato sugli alberi di
decisione. In particolare l’algoritmo genera un
albero di decisione basandosi sul concetto di entropia
dell’informazione.
        </p>
        <p>Ad ogni nodo dell’albero, l’algoritmo C4.5
sceglie l’attributo che divide piu` efficacemente i dati
in una o nell’altra classe. Il criterio di
suddivisione e` il guadagno d’informazione (differenza di
entropia). L’attributo con il piu` alto guadagno
d’informazione viene scelto per prendere la decisione.
L’algoritmo C4.5 viene applicato in maniera
ricorsiva ai nuovi sottoinsiemi di dati che si vengano a
creare ad ogni passo.</p>
        <p>L’idea e` che l’albero di decisione possa
darci un’indicazione di quali siano gli attributi piu`
discriminanti per l’individuazione dei racconti
appartenenti a soggetti affetti da psicopatia.
3</p>
      </sec>
    </sec>
    <sec id="sec-4">
      <title>Analisi sperimentale</title>
      <p>Il punteggio totale di psicopatia, che ha consentito
la discriminazione dei due gruppi: offender
psicopatici (n. 20) e offender non psicopatici (n. 28),
e` stato calcolato attraverso moduli di autoscoring
sommando, per ciascun soggetto, i punteggi
ottenuti nei tre fattori (Dominanza priva di paura,
Impulsivit a` auto centrata e Freddezza emotiva).
Tale punteggio grezzo e` stato poi convertito in punti
t, quindi standardizzato. Attraverso il t-test,
test statistico parametrico che permette di verificare
se il valore medio di una distribuzione si
discosta significativamente da un certo valore di
riferimento ad un livello di significativita` inferiore a
0,05, emerge che sia i punteggi totali di Psicopatia
(t(46) = 9; 86), sia dei tre fattori:
Dominanza priva di paura (t(46) = 8; 24); Impulsitvit a`
autocentrata (t(46) = 9; 86) e Freddezza
emotiva (t(46) 8; 24) hanno delle differenze
significative con valori di p &lt; 0,05. Questo risultato
lascia ragionevolmente supporre che i due gruppi si
differenziano per i tratti caratterizzanti la
psicopatia relativi allo stile di vita antisociale, la callosita
emotiva e le caratteristiche legate alla mancanza di
paura, gestione dello stress e influenza sociale.</p>
      <p>
        Successivamente, i resoconti narrativi sono
stati analizzati mediante tecniche di elaborazione
del linguaggio naturale al fine di estrarre
attributi emotivi e di polarita` del sentimento (positiva,
negativa e neutra). Gli attributi cos`ı estratti sono
stati utilizzati per impostare il problema di
apprendimento automatico descritto nel paragrafo 2.2.
Per realizzare cio` e` stata utilizzata
l’implementazione J48 dell’algoritmo C4.5 presente nel tool
open-source Weka3
        <xref ref-type="bibr" rid="ref8">(Hall et al., 2009)</xref>
        .
3.1
      </p>
      <sec id="sec-4-1">
        <title>Risultati</title>
        <p>
          Per analizzare l’associazione tra psicopatia e
punteggi ottenuti negli score della Sentiment Analysis
abbiamo utilizzato analisi correlazionali
attraverso le quali e` emersa una correlazione significativa
tra M axpos e il fattore Dominanza priva di
paura del PPI (Tabella 1) nel gruppo composto da
offender psicopatici. Questo risultato sembra
sostenere l’ipotesi che la freddezza emotiva dello
psicopatico predisponga ad una ricerca attiva di
tutte quelle situazioni e sensazioni forti ed eccitanti
che possano in qualche modo indurre uno stato di
eccitazione in loro
          <xref ref-type="bibr" rid="ref9">(Herve´ et al., 2007)</xref>
          , come il
commettere i crimini violenti di cui si sono resi
protagonisti e la loro la tendenza a correre rischi
          <xref ref-type="bibr" rid="ref6">(Ellis, 1987)</xref>
          . Al contrario nel gruppo composto
da offender non psicopatici non e` emersa alcuna
correlazione significativa.
        </p>
        <p>Per quanto riguarda l’output fornitoci
dall’albero di decisione, si evince che la differenza di
polarita` e` l’attributo piu` discriminante, in grado di
riconoscere da solo quasi il 50% degli individui
3http://www.cs.waikato.ac.nz/ml/weka/
affetti da psicopatia. Ancora piu` interessante e`
il valore per il quale avviene la suddivisione del
campione. In particolare, se la differenza di
polarita` e` maggiore di -0,125, l’individuo viene
classificato come affetto da psicopatia. Questo risultato
e` molto rilevante in quanto la differenza di
polarita` nel campione assume valori nell’intervallo
[0,625; 0,25]. Questo significa che le narrazioni
neutre, che hanno una differenza vicina allo zero,
risultano scritte da soggetti affetti da psicopatia, in
linea con l’ipotesi che gli psicopatici abbiano un
ricordo povero di dettagli emotivi che lascia
ragionevolmente presupporre un’attenuata risposta
emozionale agli eventi.</p>
        <p>E` anche importante sottolineare come la
polarita` sia sbilanciata verso la negativita`. Cio`
suggerisce che, in assenza di psicopatia, il tipo di
ricordo associato all’evento criminoso risulta essere
negativo. Continuando ad analizzare l’albero di
decisione si scopre che i nodi successivi si basano
sugli attributi di polarita` massima positiva e
negativa, e solo uno dei nodi fa riferimento all’etichetta
“piacere” di WordNetAffect.
4</p>
      </sec>
    </sec>
    <sec id="sec-5">
      <title>Conclusioni</title>
      <p>In questo lavoro abbiamo cercato di capire se i
risultati prodotti da un algoritmo di sentiment
analysis possano in qualche modo essere associati alla
psicopatia. In particolare, abbiamo analizzato la
presenza di psicopatia, in un campione di
offender detenuti poiche` i tratti caratterizzanti di tale
disturbo, distacco emotivo, mancanza di senso di
colpa, stile di vita antisociale, e` possibile
riscontrarli negli offender detenuti per le peculiarita`
relative alla violenza degli atti esperiti e allo stile di
vita condotto.</p>
      <p>I risultati ottenuti dalla sentiment analysis
sono stati confrontati con quelli ottenuti attraverso il
test PPI-R che valuta i tratti di personalita` del
soggetto attraverso l’indagine di quei
comportamenti e peculiarita` cognitive, emotive e percettive che
costituiscono i tratti tipici della psicopatia.</p>
      <p>I risultati ottenuti attraverso l’utilizzo di un
approccio basato sull’induzione di alberi di
decisione dimostrano una dipendenza tra la presenza di
psicopatia e la differenza tra la massima polarita`
positiva e quella negativa individuate nella
narrazione del detenuto. Inoltre, e` stata riscontrata
una correlazione tra lo score massimo di polarita`
e il fattore Dominanza priva di paura attraverso
l’utilizzo di test statistici.</p>
      <p>I risultati ottenuti sono incoraggianti e
dimostrano l’efficacia di ampliare la ricerca di base in
psicologia cognitiva con strumenti innovativi
come quello della sentiment analysis e in genere
dell’analisi automatica del testo. Lo studio qui
riportato, seppur rilevante, e` comunque da considerarsi
preliminare per due ragioni: la ridotta dimensione
del campione e l’utilizzo di tecniche abbastanza
semplici per l’analisi del sentiment.</p>
    </sec>
    <sec id="sec-6">
      <title>Acknowledgement</title>
      <p>Questo lavoro e` parzialmente supportato dal
progetto “Multilingual Entity Liking”
finanziato dalla Regione Puglia con il programma
FutureInResearch.</p>
    </sec>
  </body>
  <back>
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