<!DOCTYPE article PUBLIC "-//NLM//DTD JATS (Z39.96) Journal Archiving and Interchange DTD v1.0 20120330//EN" "JATS-archivearticle1.dtd">
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    <article-meta>
      <title-group>
        <article-title>Progetto di Piattaforma di Intelligence con strumenti OSINT e tecnologie Open Source</article-title>
      </title-group>
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        <contrib contrib-type="author">
          <string-name>blustarcacina@gmail.com</string-name>
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      <pub-date>
        <year>2017</year>
      </pub-date>
      <fpage>232</fpage>
      <lpage>241</lpage>
      <abstract>
        <p>In questo documento sono presentati i temi di maggior rilievo ed interesse riguardanti gli aspetti di progettazione e realizzazione di una Piattaforma di Business Intelligence. Ne è riportata l'intera esperienza di progetto dalla definizione degli obiettivi di business con la scelta di utilizzare componenti open source per mantenere il costo totale il più contenuto possibile, alla formalizzazione dei requisiti ed infine all'implementazione avvalendosi di un team di sviluppo off-shore. Particolare attenzione è stata posta nell'organizzazione del team e alla comunicazione tra committente, analisti, project manager e sviluppatori implementando a tal proposito uno specifico meta-linguaggio per garantire l'integrità delle informazioni durante l'intero processo di analisi. Sono di seguito riportati il problema affrontato, i risultati raggiunti, le componenti innovative realizzate, le problematiche incontrate, lo stato dell'arte dei lavori nonché i possibili sviluppi futuri.</p>
      </abstract>
    </article-meta>
  </front>
  <body>
    <sec id="sec-1">
      <title>-</title>
      <p>1 Il Problema</p>
      <p>
        L'architettura delle infrastrutture digitali, sempre di più si basa su Internet
        <xref ref-type="bibr" rid="ref7">(Confindustria, 2011)</xref>
        ,
ambiente non sicuro. Senza grandi progressi nella sicurezza di questi sistemi o la variazione
significativa del modo in cui essi sono costruiti o gestiti, si mette in dubbio la possibilità di come le
organizzazioni possano proteggersi dalla crescente minaccia della criminalità informatica. L’Italia non
è immune a questa problematica, infatti l’infrastruttura digitale presenta delle vulnerabilità che hanno
permesso a criminali di violare i sistemi e le informazioni in essi contenute
        <xref ref-type="bibr" rid="ref5">(CLUSIT, 2012 - 2013)</xref>
        .
      </p>
      <p>
        Attualmente l’attenzione si sta spostando sulle minacce alle infrastrutture critiche
        <xref ref-type="bibr" rid="ref8">(COPASIR,
2010)</xref>
        . Nel “nuovo” approccio dell’Intelligence di Stato si promuovere la cultura dell’Intelligence
Economica. Si evidenziano necessità consulenziali in Business Intelligence (BI) con necessità di
sistematizzare i processi di ricerca, l’analisi, la reportistica OSINT, finalizzando ad un risparmio di
costi, a maggior tempestività nella risposta, un incremento dell’affidabilità complessiva del reporting e
la riduzione delle polarizzazioni informative dovute alla mancata consultazione o valorizzazione di dati
esistenti.
Il progetto ha l’obiettivo di creare un supporto tecnologico alle operazioni di consulenza rispondendo
a determinate specifiche funzionali: ritrovare e salvare informazioni OSINT mediante l’utilizzo di
«keyword» ed opportuni altri parametri di ricerca; arricchire le informazioni ritrovate mediante
l’utilizzo di strumenti di analisi; trasformare, analizzare dati ed informazioni ritrovate, applicando
algoritmi di classificazione, di clustering e regressione; visualizzare dati ed informazioni con report e
dashboard dinamiche ed interattive; Capacità di memoria nelle operazioni svolte.
2.1
      </p>
    </sec>
    <sec id="sec-2">
      <title>Requisiti di progetto</title>
      <p>Per rispondere in modo tempestivo ed affidabile si è progettata la Piattaforma avendo cura di
includere tutti gli scenari di maggior interesse di business intelligence quali: security, web reputation,
economic e travel security intelligence. Affinché possa essere ritenuta di ausilio, è necessario che la
Piattaforma sia un sistema integrato di risorse sia proprietarie che open source e che tutto il processo
possa essere monitorato e supervisionato dall’intelligenza umana. Lo strumento deve essere progettato
per agevolare e risolvere i problemi dal punto di vista dell’analista.</p>
      <p>
        L’architettura deve utilizzare tendenzialmente tecnologia open source e deve avere tutte le
componenti tecnologiche virtualizzate in modo da poter adottare il paradigma del cloud computing e
quindi essere scalabile rispondendo alla necessità di un impiego di un numero di risorse adeguato e
proporzionato alle esigenze operative
        <xref ref-type="bibr" rid="ref2">(autores, 2013)</xref>
        .
2.2
      </p>
      <p>Comunicazione e modalità di interazione nel team di progetto
I componenti del team di progetto hanno
prevalentemente interagito da remoto
mediante l’utilizzo di strumenti di
comunicazione online. In Figura 1 sono
rappresentare le relazioni di prossimità fisica
dei vari componenti del gruppo impegnato
nella realizzazione del progetto. Il team leader
fornisce i requisiti di business; il project
manager coordina il gruppo di lavoro locale
composto essenzialmente da analisti e quello
di sviluppatori off-shore mantenendo la
responsabilità e la gestione dello stato di
avanzamento dei lavori di progetto. Per gestire Figura 1 - Composizione del Team
la collaborazione remota la scelta è stata di un
ambiente collaborativo di tipo cloud che implementa un protocollo di comunicazione “ad hoc”,
brevemente descritto qui nel seguito. Per prima cosa si è provveduto a formalizzare i requisiti di progetto
sotto forma di “user story”. Una “user story” è una descrizione della singola funzionalità che l’utente
finale (analista) si aspetta di poter utilizzare una volta che questa sia stata realizzata. Le “user story”
sono state raggruppate in gruppi di operazioni attinenti come la form di ricerca per esempio oppure la
visualizzazione dei risultati ottenuti da una ricerca. A ciascuna “user story” è stato dato uno specifico
ID ed alcuni attributi descrittivi per poterla meglio qualificare e gestire più agevolmente. Inoltre sono
stati aggiunti degli attributi specifici utilizzati dal team durante l’implementazione della stessa. Il primo
di questi attributi è Validation utilizzato dagli analisti e project manager per dare indicazioni agli
sviluppatori. Lo stato “todo” si riferisce ad una “User Story” in attesa di essere realizzata; Una è volta
che questa sia stata implementata correttamente lo stato passa ad “OK”; quando invece non fosse
corretta lo stato viene
impostato a “KO”; lo stato
“?” implica la necessità di
rivedere la definizione da
parte degli analisti per una
sua migliore descrizione e/o
formalizzazione. Il secondo
attributo è</p>
      <sec id="sec-2-1">
        <title>Priority/Severity,</title>
        <p>anch’esso utilizzato da
analisti e project manager
per indirizzare le attività di
sviluppo in una direzione
piuttosto che in un’altra. Gli
Figura 2 - User Story attributi Analyst e</p>
      </sec>
      <sec id="sec-2-2">
        <title>Developers Comments</title>
        <p>sono spazi per la comunicazione reciproca che creano un passaggio di informazioni utili e
contestualizzate per permettere a ciascuno di portare avanti il proprio lavoro nelle rispettive prerogative.
In Figura 2 è possibile vedere un estratto di una “User Story”. L’utilizzo della piattaforma cloud
collaborativa mette a disposizione degli strumenti come i commenti firmati e dotati di timestamp e la
funzionalità di versioning del documento in modo tale da garantire sicurezza e flessibilità al protocollo
adottato.
3 Risultati raggiunti, problematiche e possibili sviluppi</p>
        <p>La composizione ed organizzazione del team è stata fondamentale per la progettazione architettonica
della piattaforma e la gestione della complessità nell'integrazione dei dati, garantendo la scalabilità del
sistema. A tal proposito è stato studiato ed adottato un protocollo di comunicazione tra analisti e
sviluppatori specifico per il processo di definizione delle informazioni rilevanti che devono essere</p>
        <p>Figura 3 - Website Scraping Mapping
estratte da una pagina web di un generico sito (forum, blog etc.). Questo processo parte dalle indicazioni
che l’analista fornisce allo sviluppatore, per esempio quali informazioni sono rilevanti all’interno di una
pagina ed a quali attributi esse afferiscono. Ci si riferisce a questo processo con il termine anglosassone
“web scraping” quando è automatica. Il processo si conclude con la verifica a posteriori che quanto
implementato dallo sviluppatore corrisponda effettivamente a quanto voluto dall'analista. Nella Figura
3 è possibile identificare la tecnica utilizzata per questo passaggio di conoscenza.</p>
        <p>
          L'interfaccia è di tipo web
          <xref ref-type="bibr" rid="ref3">(Bookity, 2015)</xref>
          ed è un modulo completamente progettato e realizzato
"ad hoc".
        </p>
        <p>Il processo di analisi e gestione dell’informazione è stato scomposto nel dettaglio mostrando
ciascuno dei passi significativi e necessari per il trattamento dell’informazione al fine di ottenere la
Business Intelligence.</p>
        <p>Nel diagramma di Figura 4
sono evidenziati gli elementi
aggregati costituenti la “Base
di Conoscenza” e le fonti
informative complementari
come le banche dati
proprietarie.</p>
        <p>La parte innovativa del
progetto non è relativa ad una
componente tecnologica
quanto piuttosto alla parte di
progettazione del processo di
trattamento del dato partendo
dalla sua fonte. Figura 4 - Gestione informazione: Analisi</p>
        <p>E' stata realizzata una
“mappatura” di tutti gli attributi necessari per eseguire operazioni di Business Intelligence rispetto aii
dati provenienti da ciascuna fonte considerata in modo tale che in fase di memorizzazione delle
informazioni venisse conservata e garantita la coerenza semantica tra campi analoghi provenienti da
sorgenti diverse. Nella Figura 5 è possibile visualizzare tale risultato identificando nelle colonne le
sorgenti analizzate. In ogni riga sono rappresentati gli attributi ritenuti necessari a rispondere agli
obiettivi di business posti. In ogni cella corrispondente all’incrocio tra righe e colonne è riportata una
“x” quando è possibile
riscontrare la presenza di tale
attributo, mentre è presente il
valore “Null” quando questo
non è disponibile.</p>
        <p>Figura 5 - mappatura campi delle diverse fonti</p>
      </sec>
    </sec>
    <sec id="sec-3">
      <title>3.1 Problematiche e aspetti critici di progetto</title>
      <p>Nonostante il requisito di
scalabilità funzionale fosse
previsto e quindi implementato
nei moduli di ricerca della
piattaforma IMP, per potersi
adeguare velocemente alle
repentine variazioni derivanti
dall’ambiente OSINT è
necessario confrontarsi
costantemente con le
imprevedibili variazioni delle
sorgenti da cui attingono i
rispettivi dati. Di fatto queste
variazioni non sono
controllabili. Ne segnaliamo due tipologie diverse in cui ci siamo imbattuti.</p>
      <p>Laddove è stato possibile si sono utilizzate le API native messe a disposizione della singola fonte
senza utilizzare alcun “workaround” per recuperare i dati in forma testuale e associare tali informazioni
nel database in corrispondenza dei rispettivi attributi, tuttavia, le API, quando disponibili sono in
costante evoluzione e/o manutenzione evolutiva e non di rado nell’arco di poco tempo bisogna riadattare
parte del codice scritto per potersi riadeguare alle modifiche fatte dal fornitore/titolare della fonte stessa.</p>
      <p>Per la grande maggioranza dei casi l’acquisizione dei dati avviene mediante la singola lettura e
memorizzazione delle pagine Internet. L’utilizzo del “web scraping” è ancora più sensibile alla
variazione della struttura della pagina e questa variazione in termini di frequenza è maggiore rispetto
alle variazioni riscontrate nelle API. Infatti, basti pensare che anche semplici aggiornamenti di tipo
grafico, come un cambio di layout, possono determinare la “rottura” del codice utilizzato per estrarre le
informazioni di interesse determinando l’interruzione della funzionalità di acquisizione dati
relativamente alla fonte in oggetto. Inoltre il passaggio di conoscenza realizzato utilizzando la tecnica
in Figura 3 è indipendente dalla tecnologia utilizzata ed è sempre soggetto a dei compromessi che
possono preludere a vere e proprie difficoltà.</p>
      <p>Il processo di testing e verifica è essenziale e sostanziale nel garantire un pieno controllo della
direzione degli avanzamenti del progetto. Questa attività deve necessariamente iniziare in
corrispondenza del rilascio della prima versione e deve essere ripetuto dal principio ogni volta che una
nuova versione viene rilasciata. Al fine di garantire la massima qualità, tutti i membri del gruppo
(committente, analisti e project manager) sono coinvolti a vario titolo nella fase di testing e verifica.
Criticità possono verificarsi in corrispondenza dell’aumento della velocità di rilascio delle nuove
versioni in quanto questa fase impegna tutto il team a lunghe sessioni di lavoro che devono
necessariamente essere coordinate.
3.2</p>
    </sec>
    <sec id="sec-4">
      <title>Stato dell’arte e possibili sviluppi</title>
      <p>La ricerca attualmente è fatta sulle notizie della stampa nazionale ed internazionale passando
attraverso aggregatori consolidati che garantiscono un impareggiabile rapporto costo - prestazioni
richiesto in progetti con scarsità di risorse economiche.</p>
      <p>Il collegamento con le fonti di riferimento (Figura 6) garantisce la possibilità di accedere a circa
220.000 notizie nuove pubblicate ogni giorno in circa 70 lingue diverse su una selezione di circa 7.000
siti di quotidiani di stampa nazionali, locali ed internazionali. Altre fonti informative sono i social
network ed i motori di ricerca. L’integrazione di queste
informazioni con Twitter e YouTube permette di
raccogliere e predisporre un numero di informazioni
molto rilevante per poi effettuare la relativa fase di
analisi. Gli sviluppi futuri sono numerosi e di varia
natura. In prima istanza è necessario il completamento
dei requisiti funzionali per coprire completamente gli
scenari di utilizzo previsti della Piattaforma di Business
IntelligenceIn ogni caso per poter utilizzare la
piattaforma fuori da un contesto “prototipale” non è
possibile prescindere dal fatto di adeguare la sua
architettura rendendo disponibile la quantità di risorse
hardware necessaria per garantire il suo funzionamento Figura 6 - Dati Pertinenti Analisi
in sicurezza e con un adeguato livello di servizio. Inoltre
potranno essere integrate sulla base di specifici requisisti altre tipologie di fonti dati su cui effettuare
integrazioni ed ulteriori analisi. Infine, l’implementazione di un sistema valutazioni per le fonti e per le
informazioni è un elemento necessario per l’aumento della qualità ed attendibilità delle informazioni
rilasciate piattaforma stessa.
Di seguito è illustrato il percorso che potrà essere
visionato. Nel paragrafo “Funzionalità” sono elencate
le principali caratteristiche disponibili nella
dimostrazione, mentre nel paragrafo “Casi d’uso” sono
illustrate le azioni ed i comportamenti attesi da parte
del sistema.
4.1</p>
    </sec>
    <sec id="sec-5">
      <title>Funzionalità</title>
      <p>
        Tramite l'interfaccia applicativa IMP è di tipo web Figura 7 – IMP menu
        <xref ref-type="bibr" rid="ref3">(Bookity, 2015)</xref>
        ed è possibile accedere ai tre moduli
principali della piattaforma stessa. Essa si compone del modulo di “Search Management”, da quello di
“Analysis Management” e infine da quello di “Report Management”. Tutti e tre i moduli sono
facilmente accessibili dal menu di navigazione volutamente molto semplice e lineare ispirato come già
detto al ciclo di intelligence classico. E’ possibile prenderne visione in Figura 7.
4.2
      </p>
    </sec>
    <sec id="sec-6">
      <title>Casi d’uso</title>
      <p>1.</p>
      <sec id="sec-6-1">
        <title>Organizzazione e gestione dei risultati delle ricerche in contenitori logici</title>
        <p>Questo primo caso d’uso permette di apprezzare il risultato raggiunto e l’operatività della
piattaforma. Il primo passo di risposta del processo di Intelligence prevede la pianificazione della ricerca
delle informazioni. Per eseguirlo nella Piattaforma è possibile accedere nella prima sezione del menù
attualmente indicata con il nome “Search
Management”. l’aggregazione dei risultati di
ricerca avviene mediante raggruppamenti in
contenitori logici: i “Cluster” per definire il più
alto livello di aggregazione; “DB” per impostare
un livello intermedio; l’ultimo “Query” permette
di impostare ed eseguire una query di ricerca. Per
ciascuno dei contenitori logici è possibile
esportare in forma aggregata tutti i risultati delle
queries di ricerca in essi contenute. L’obiettivo
principale dopo aver impostato il “contenitore
logico” (Figura 8) all’interno del quale inserire i
risultati è quello di eseguire una ricerca.</p>
        <p>Figura 8 - Clusters, databases, queries e risultati Attualmente per una limitazione a livello grafico
non è possibile visualizzare la medesima query in
più contenitori logici, tuttavia a livello architettonico è stata opportunamente prevista una relazione
molti-a-molti per poterlo fare in futuro.</p>
      </sec>
      <sec id="sec-6-2">
        <title>Esecuzione ricerca sulle fonti OSINT</title>
        <p>Una volta compilata la form e confermata la ricerca mediante l’apposito pulsante di comando
“Submit”, presente nella schermata “Query Form” il sistema prende in carico la richiesta ed a seconda
dei parametri di ricerca imposta la query verrà eseguita immediatamente oppure verrà posta in stato di
“Pending” sino a quando l’orario di esecuzione della stessa sarà sopraggiunto. In particolare è utile far
notare che la ricerca su tutte le fonti connesse alla piattaforma è eseguita in parallelo rendendo il
processo di ricerca estremamente più rapido ed efficiente.</p>
        <p>La ricerca può essere impostata mediante una query form opportunamente strutturata e realizzata,
(a tali riguardo vedasi Figura 9). Nella form è possibile specificare diverse impostazioni di ricerca. Per
ogni ricerca effettuata è possibile accedere alla sezione di gestione dei risultati ottenuti chiamata
appunto “Result
Management”. Qui è
possibile navigare in un
opportuno sott’insieme
di risultati per poterli
consultare e/o poi
vedere nel dettaglio. Vi
sono immediatamente
disponibili le principali
informazioni che ne
caratterizzano il
singolo risultato con il
riferimento al link della
notizia orginale, noché
la fonte stessa da cui la
notizia è stata tratta.</p>
        <p>3.</p>
      </sec>
      <sec id="sec-6-3">
        <title>Esportazione risultati di ricerca</title>
        <p>Per la gestione delle
ricerche fatte vi è la
sezione (Figura 10)
“Query Management”.</p>
        <p>Questa permette di
gestire tutte le ricerche
effettuate ed avere una
rapida interazione tra le
stesse mediante
l’opportuno utilizzo dei
filtri di ricerca con i
quali poter ritrovare la
Query di interesse.</p>
        <p>Dalla schermata è
possibile passare ai
risultati della Query Figura 9 – IMP Query Form
cliccando sul numero
di risultati che la query ha generato. In corrispondenza di ogni singola query vi è la funzione “Esporta
CSV” che permette la creazione automatica di un file CSV (Comma Separate Value) da utilizzare per
effettuare il processo di analisi, utilizzando a sua volta lo strumento ritenuto più adeguato/preferito allo
scopo.
Figura 10 - IMP: Query Management
4.</p>
      </sec>
      <sec id="sec-6-4">
        <title>Simulazione processo di analisi</title>
        <p>Nella seconda sezione “Analysis Management” è possibile accedere allo strumento oggi disponibile
per importare i risultati dell’analisi eseguita sui dati ottenuti dalle ricerche. Come già anticipato in
precedenza i risultati delle ricerche sono esportati in un file dati in formato CSV. Una volta esportati i
dati questi sono analizzati con un opportuno strumento (per esempio la suite Pentaho oppure gli
applicativi Weka e R). Completato il processo di analisi è possibile eseguire l’operazione di
importazione di tutti i records precedentemente esportati e poi analizzati ed aggiornati dalle operazioni
del processo di analisi. Una volta terminato il processo di importazione sarà possibile visualizzare le
informazioni utilizzando il modulo “Report Management”. Non essendo disponibile in fase di demo il
modulo di analisi verrà simulato importando un file precedentemente opportunamente preparato.</p>
      </sec>
      <sec id="sec-6-5">
        <title>Visualizzazione Report informativi</title>
        <p>La sezione di “Report Management” è quella nella quale è possibile vedere la visualizzazione dei
dati ed è anche possibile la realizzazione di diverse dashboard interattive personalizzate. Le dashboards
sono realizzate anch'esse partendo da un progetto Open Source Kibana i cui dettagli tecnologici sono
facilmente reperibili sul sito di riferimento liberamente disponibile in Internet. I dati visualizzati sono
presi direttamente dal motore di indicizzazione, che a sua volta, grazie alla componente di integrazione
“Mongo Connector” li prende praticamente in real-time dal database IMP MongoDB.</p>
        <p>Questa stretta integrazione tra database informativo dell’applicativo e cluster indicizzato permette
il pieno sfruttamento dello strumento di reportistica visuale. Intanto è possibile avere una idea facendo
riferimento allo screen-shoot riportato in Figura 11.</p>
        <p>Nella figura sono state preventivamente predisposte due diverse dashboard ciascuna delle quali
rappresentante una particolare vista di interesse dei dati. Ogni dashboard permette all'utente di poter
visualizzare determinati parametri di interesse, variare a proprio piacimento i valori dell'intervallo
analizzato. L’interazione diretta tra analista e dati mediante la visualizzazione di opportuni grafici
permette allo stesso di poter individuare eventi significativi e/o di interesse. Pre-impostando
opportunamente le viste e le metriche presenti dashboard riassuntive è possibile in ogni istante avere un
immediato riscontro visuale delle ricerche effettuate con il modulo di “Search Management”.</p>
        <p>Figura 11 - IMP Report Management</p>
      </sec>
    </sec>
  </body>
  <back>
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