<!DOCTYPE article PUBLIC "-//NLM//DTD JATS (Z39.96) Journal Archiving and Interchange DTD v1.0 20120330//EN" "JATS-archivearticle1.dtd">
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    <journal-meta />
    <article-meta>
      <title-group>
        <article-title>Variabili Rilevanti nella Rappresentazione delle Parole nel Lessico Mentale: Dati Psicolinguistici da una Banca-Dati di Nomi e Verbi Italiani</article-title>
      </title-group>
      <contrib-group>
        <contrib contrib-type="author">
          <string-name>Maria De Martino</string-name>
          <email>mdemartino@unisa.it</email>
          <xref ref-type="aff" rid="aff0">0</xref>
        </contrib>
        <contrib contrib-type="author">
          <string-name>Azzurra Mancuso</string-name>
          <email>amancuso@unisa.it</email>
          <xref ref-type="aff" rid="aff0">0</xref>
        </contrib>
        <contrib contrib-type="author">
          <string-name>Alessandro Laudanna</string-name>
          <email>alaudanna@unisa.it</email>
          <xref ref-type="aff" rid="aff0">0</xref>
        </contrib>
        <aff id="aff0">
          <label>0</label>
          <institution>LaPSUS, Laboratory of Experimental Psychology, University of Salerno Via Giovanni Paolo II</institution>
          ,
          <addr-line>132 Fisciano, SA, 84084</addr-line>
          ,
          <country country="IT">Italy</country>
        </aff>
      </contrib-group>
      <fpage>2</fpage>
      <lpage>7</lpage>
      <abstract>
        <p>Italiano. Il lavoro descrive un database lessicale composto da 100 nomi e 100 verbi italiani. Per ciascun nome e verbo il database rende disponibili informazioni sulle proprietà formali, distribuzionali, morfo-fonologiche, semantiche e sintattiche e i valori relativi al tempo medio e all'accuratezza di riconoscimento. Il database è utile nelle aree di ricerca in cui sia necessario manipolare e controllare le variabili linguistiche che influenzano il processing lessicale delle parole.</p>
      </abstract>
    </article-meta>
  </front>
  <body>
    <sec id="sec-1">
      <title>1. Introduzione</title>
      <p>
        La ricerca sull’elaborazione lessicale ha
dimostrato che numerose proprietà linguistiche delle
parole incidono sul modo in cui esse vengono
riconosciute e prodotte dai parlanti. D’altra parte,
isolare sperimentalmente il ruolo di variabili
singole è un’impresa quasi impossibile dato l’effetto
di altre variabili concomitanti
        <xref ref-type="bibr" rid="ref1">(Baayen, 2008)</xref>
        . In
tal senso, la disponibilità di banche-dati
descrittive e comportamentali è cruciale in molte aree di
ricerca sull’elaborazione di parole.
      </p>
      <p>Questo lavoro ha lo scopo di presentare un
database operativo e facile da interrogare composto
attualmente1 da 200 parole italiane. Un aspetto
innovativo del database è rappresentato dalla
ricchezza di parametri descrittivi per le singole
parole e per la presenza di misure di elaborazione
delle stesse (tempi medi di risposta e accuratezza
in un compito di riconoscimento visivo). Tale
ricchezza, soprattutto in termini di informazioni
sulle caratteristiche morfologiche, semantiche e
sintattiche pressoché assenti in altri strumenti di
ricerca disponibili, rende il database
particolarmente utile per preparare liste di stimoli
adeguatamente bilanciati per esperimenti fattoriali in
tutte le aree di ricerca in cui le parole possono
essere usate come stimoli. Un secondo aspetto
innovativo è rappresentato dal fatto che, a
differenza di analoghi strumenti disponibili per
l’italiano, la banca-dati qui illustrata propone
modalità di analisi linguistica e di classificazione
omogenee per le due principali classi di parole, i
nomi e i verbi2.
1.1 Organizzazione della Banca-Dati
La banca-dati contiene 200 entrate principali,
100 sostantivi e 100 verbi italiani, e 400
sottoentrate: per i sostantivi vi sono 100 sotto-entrate
che corrispondono alla forma singolare e 100
sotto-entrate che corrispondono al plurale del
nome; per i verbi vi sono 100 sotto-entrate che
corrispondono alla forma dell’infinito e 100
sotto-entrate che corrispondono alla 3a persona
dell’indicativo presente; tali forme verbali sono
quelle più diffusamente impiegate negli studi
psicolinguistici e neurolinguistici.
1 La banca-dati qui descritta è parte di uno studio più ampio
ancora in via di completamento che comprende
complessi2vaLmaebnatnec4a9-d0aetintèradtiespeo1n9i6b0ilesointtof-oernmtraattoe.Microsoft Excel ed</p>
      <p>Ciascuna voce inserita nella banca-dati è
corredata da informazioni relative ad un ampio
numero di variabili descritte nei paragrafi
successivi che possono essere classificate in sei
categorie: variabili formali e distribuzionali, variabili
morfologiche e morfo-fonologiche, variabili
sintattiche, variabili semantiche, giudizi su variabili
soggettive, misure comportamentali.</p>
      <sec id="sec-1-1">
        <title>Variabili Formali e Distribuzionali</title>
        <p>
          Gli effetti delle variabili formali sull’accesso
lessicale sono tra i più noti e consistenti nella
letteratura psicolinguistica: tipicamente le parole
più corte e con maggiore frequenza d’uso
tendono ad essere elaborate con maggiore efficienza
dal processore lessicale
          <xref ref-type="bibr" rid="ref7">(Colombo, 1993)</xref>
          , così
come le parole che si conformano al pattern di
accentazione prevalente nella lingua rispetto alle
parole che deviano da tale pattern
          <xref ref-type="bibr" rid="ref6">(Colombo,
1992)</xref>
          . Analogamente, l’elaborazione lessicale di
parole che sono altamente confondibili con altre
per la presenza di vicini ortografici3 risente della
numerosità e della frequenza cumulativa del
vicinato ortografico o di singoli vicini
          <xref ref-type="bibr" rid="ref15">(Laudanna,
2006)</xref>
          . Altri dati
          <xref ref-type="bibr" rid="ref3">(Bracco e Laudanna, 2012)</xref>
          mostrano che la frequenza relativa della forma di
una parola, ovvero il rapporto quantitativo tra la
frequenza individuale di quella forma e la
frequenza cumulativa delle altre forme del
paradigma di quella parola, ha un valore predittivo
sulla velocità e l’accuratezza nel riconoscimento.
        </p>
        <p>La banca-dati qui descritta rende disponibili
una serie di valori relativi alle principali variabili
formali e distribuzionali indicate dalla ricerca
sull’accesso lessicale.</p>
        <p>Per ciascuna entrata del database (e relative
sotto-entrate) è indicato il pattern di accentazione
e sono disponibili informazioni sulla lunghezza
espressa in termini di numero di lettere, sillabe e
fonemi.</p>
        <p>ENTRATA ESNOTTRTAOT-A ACCENTO LET SIL FON
dedica ddeeddiicchae ssddrruucccciioollaa 76 33 66
abbaiare aabbbbaaiaiare ppiiaannaa 86 43 75</p>
        <p>Tabella 1: Esempi di codifica del pattern di accentazione
e della lunghezza.
3 I “vicini ortografici” di una parola sono le parole ottenute
dalla parola data cambiando una lettera per volta per volta
in una determinata posizione.</p>
        <p>
          La banca-dati contiene svariati indici sulla
frequenza d’uso delle singole entrate e delle
relative sotto-entrate. Sono disponibili i valori
relativi alla frequenza cumulativa di tutte le forme del
paradigma di nomi e verbi nello scritto per il
lessico adulto
          <xref ref-type="bibr" rid="ref2">(fonte: CoLFIS, Bertinetto, Burani,
Laudanna, Marconi, Ratti, Rolando e Thornton,
2005)</xref>
          , alla frequenza cumulativa di tutte le forme
del paradigma di nomi e verbi nel parlato per il
lessico adulto
          <xref ref-type="bibr" rid="ref11">(fonte: LIP, De Mauro, Mancini,
Vedovelli e Voghera, 1993)</xref>
          e alla frequenza
cumulativa di tutte le forme del paradigma di nomi
e verbi nello scritto per il lessico infantile
          <xref ref-type="bibr" rid="ref18">(Marconi, Ott, Pesenti, Ratti e Tavella, 1993)</xref>
          .
        </p>
        <p>Per le sotto-entrate sono disponibili i valori
della frequenza della forma nello scritto adulto, i
valori della frequenza della forma nel parlato
adulto ed il rapporto tra la frequenza della
singola forma e la frequenza cumulativa dell’intero
paradigma della parola nello scritto e nel parlato
adulti.</p>
        <p>LESSICO SCRITTO ADULTO
ESNOTTRTAOT-A VGARLEOZZROE MVAIPLLEIOORRNEE RGERLFEAQZTZIVAA RMEILPLFAEIQOTRINVEA
assaggiare 5 1,6 0,2 0,07
assaggia 6 1,9 0,3 0,08
gita 30 9,4 0,6 0,18
gite 23 7,2 0,4 0,14
Tabella 2: Esempi di codifica dei valori di frequenza nel
lessico scritto adulto.</p>
        <p>LESSICO PARLATO ADULTO
ESNOTTRTAOT-A VGARLEOZZROE MVAIPLLEIOORRNEE RGERLFEAQZTZIVAA RMEILPLFAEIQOTRINVEA
assaggiare 4 8 0,5 1
assaggia 0 0 0 0
gita 10 20 1 2
gite 0 0 0 0
Tabella 3: Esempi di codifica dei valori di frequenza nel
lessico parlato adulto.</p>
        <p>Per entrate e sotto-entrate sono disponibili
misure relative al vicinato ortografico: è riportato il
numero dei vicini ortografici, la frequenza del
vicino ortografico con frequenza maggiore, la
frequenza media e la somma delle frequenze dei
vicini ortografici; tali dati sono stati ottenuti
usando un algoritmo di ricerca dei vicini
ortografici applicato alle occorrenze del CoLFIS4.</p>
        <p>Tutti i valori di frequenza sono disponibili sia
come misura grezza che riportati ad 1 milione di
occorrenze con l’obiettivo di renderli
comparabili tra loro.
4</p>
        <p>L’algoritmo è disponibile
http://ip146172.psy.unipd.it/claudio/vicini2.php
al
link:
SOTTOENTRATA</p>
      </sec>
      <sec id="sec-1-2">
        <title>Giudizi su Variabili Soggettive</title>
        <p>
          Non solo le proprietà linguistiche oggettive
delle parole incidono significativamente sui
processi di rappresentazione ed elaborazione
lessicale; alcuni fattori rilevanti dipendono, piuttosto,
dall’esperienza soggettiva dei parlanti. È il caso
di due variabili come l’età di acquisizione delle
parole, ovvero l’età alla quale sono stati appresi
per la prima volta in forma scritta e/o parlata una
parola e il suo significato
          <xref ref-type="bibr" rid="ref4">(Carroll e White,
1973)</xref>
          , e l’immaginabilità, la proprietà di una
parola di evocare un’immagine mentale, una
rappresentazione visiva o un’altra esperienza
sensoriale
          <xref ref-type="bibr" rid="ref19">(Paivio, Yuille e Madigan, 1968)</xref>
          . Per
il loro carattere di soggettività è molto difficile
disporre di dati riguardanti queste due variabili
che sono cruciali in compiti di lettura,
riconoscimento o produzione.
        </p>
        <p>Figura1: Scale a 5 punti usate per ottenere i valori
soggettivi sull’età di acquisizione e sull’immaginabilità.</p>
        <p>In questa banca-dati sono confluiti i risultati
derivanti dalla conduzione di due studi finalizzati
ad ottenere valutazioni soggettive
dell’immaginabilità e dell’età di acquisizione
delle parole attraverso l’impiego delle scale a 5
punti riportate in Figura 15.</p>
        <p>NOMI
dev.
st.
1,4
0,6
1,4</p>
        <p>
          Il ruolo della variabili distribuzionali incide
sulla rappresentazione delle parole nel lessico
mentale non solo in termini assoluti: alcune
proprietà distribuzionali possono prevedere la
tendenza delle parole ad essere elaborate attraverso i
morfemi costituenti durante l'accesso lessicale. In
tal senso, hanno un ruolo variabili come la
numerosità, la regolarità e la produttività dei
paradigmi flessivi delle parole
          <xref ref-type="bibr" rid="ref8">(Colombo, Laudanna, De
Martino e Brivio, 2004)</xref>
          , la trasparenza semantica
o la frequenza dei costituenti morfemici delle
parole, la confondibilità di affissi morfologici
con sequenze di segmenti ricorrenti
          <xref ref-type="bibr" rid="ref16 ref23">(Taft e
Forster, 1975; Laudanna e Burani, 1995)</xref>
          e, infine, le
implicazioni morfologiche di variabili
grammaticali come il genere dei nomi
          <xref ref-type="bibr" rid="ref10">(De Martino,
Bracco, Postiglione e Laudanna, 2017)</xref>
          .
        </p>
        <p>Pertanto, con lo scopo di dare indicazioni
sulle principali variabili morfologiche e
morfofonologiche, nomi e verbi della banca-dati sono
stati sottoposti a una serie di operazioni di
codifica. Per ciascuna entrata è indicato se si tratti di
una forma derivata da un nome (zampata,
pugnalare), da un verbo (passeggiata, scavalcare), da
5 A ciascuno studio hanno preso parte 55 studenti
universitari.
un aggettivo (carezza, aggiustare), da un
avverbio (attraversare), se si tratti di una forma
composta (benedire, parapiglia) o parasintetica
(arricciare).
1A CONIUGAZIONE 2a CONIUGAZIONE 3a CONIUGAZIONE</p>
        <p>RIZOATONI RIZOTONICI
73 14 1 12
Tabella 6: Distribuzione delle 100 entrate-verbo in base alla
coniugazione di appartenenza.</p>
        <p>Ciascuna entrata è corredata dall’informazione
sulla classe flessiva di appartenenza; per i verbi è
indicata l’appartenenza alla 1a, 2a (con
distinzione tra verbi rizoatoni (cadere), o rizotonici
(accendere)) o 3a coniugazione ed è segnalata la
presenza di irregolarità all’interno del paradigma
della parola (allomorfi o di variazioni
fonotattiche della radice).</p>
        <p>Per i nomi è indicato il genere grammaticale
(capriola, femminile; furto, maschile) e il tipo di
alternanza della vocale finale tra singolare e
plurale (capriola/capriole, a_e; furto/furti, o_i,
analisi, invariabile, ecc.).</p>
        <p>ALTERNANZA DELLA VOCALE FINALE
GENERE TRA</p>
        <p>FORMA SINGOLARE E FORMA PLURALE</p>
        <p>a_e o_i e_i invariabili
FEMMINILE 71 67 0 3 1
MASCHILE 29 0 28 1 0</p>
        <p>Tabella 8: Distribuzione delle 100 entrate-nome in base
al genere grammaticale e all’alternanza della vocale finale
tra le forme del singolare e del plurale.</p>
      </sec>
      <sec id="sec-1-3">
        <title>Variabili Semantiche</title>
        <p>
          Aspetti cruciali per la rappresentazione
lessicale delle parole sono le caratteristiche del
significato: parole che veicolano significati multipli o
parole polisemiche tendono ad essere elaborate
in maniera diversa da parole dal significato
univoco e spesso è stato osservato che l’effetto
dell’ambiguità e della polisemia sono modulati
dalla frequenza d’uso dei vari sensi o significati
          <xref ref-type="bibr" rid="ref14 ref17 ref21">(Klepousniotou e Baum, 2007; Mancuso,
Tagliaferri e Laudanna, 2016; Rodd, Gaskell e
Marslen-Wilson, 2004)</xref>
          .
        </p>
        <p>
          È stato anche evidenziato che nella
rappresentazione lessicale hanno un ruolo importante
alcuni aspetti della rappresentazione concettuale
delle parole come quelli che riguardano l’uso di uno
strumento o di una parte del corpo per eseguire
un’azione denotata da un nome o un verbo
          <xref ref-type="bibr" rid="ref12 ref13 ref14">(Hauk, Johnsrude e Pulvermuller, 2004; Jonkers
e Bastiaanse, 2007)</xref>
          .
        </p>
        <p>
          Seguendo le indicazioni della letteratura, per
ciascuna entrata è indicata la presenza di
eventuali forme di ambiguità lessicale come
l’omonimia, ovvero l’esistenza di più entrate nel
dizionario
          <xref ref-type="bibr" rid="ref22">(Sabatini e Coletti, 2008)</xref>
          corrispondenti a significati multipli e tra loro non connessi
veicolati dalla stessa forma, l’ambiguità
grammaticale, ovvero l’esistenza di più entrate nel
dizionario in base a differenze di classe
grammaticale con sovrapposizione di significato e, infine,
la polisemia, ovvero l’esistenza di più sensi
semanticamente e/o etimologicamente connessi e
ricondotti nel dizionario alla stessa voce.
        </p>
        <p>Nel database, per ciascun senso veicolato è
riportato un esempio di frase.</p>
        <p>SOTTO- AMBIGUITÀ
ENTRATA OMONIMIA GRAMMATICALE POLISEMIA
usura
critica
+
+
+</p>
        <p>+
3 sensi</p>
        <p>+
4 sensi</p>
        <p>ESEMPIO
L'usura è un
reato
gravissimo
L'olio evita
l'usura
dell'ingranaggio
L'attrito
usura le
ruote
Ho letto la
tua critica
del progetto
Aldo è
esperto di
critica
storica
Sul film la
critica è
divisa
Il chairman
spesso
critica tutti
gli interventi
Il papa
benedice i
fedeli
benedire - - 3 se+nsi bCehneeDdiicoati
Benedico il
giorno in cui
presi quella
decisione</p>
        <p>Tabella 9: Esempi di codifica di casi di omonimia,
ambiguità grammaticale e polisemia tratti dalla banca dati.</p>
        <p>Per i verbi, inoltre, è indicato per ognuno dei
possibili significati o sensi se esso si riferisca ad
azioni per le quali è necessario l’uso di uno
strumento o di una parte del corpo e se il
soggetto può essere umano o non umano. Infine, sia per
i nomi sia per i verbi è indicato l’eventuale
impiego all’interno di espressioni polirematiche
(analisi in “in ultima analisi”, loc. avv.; vendere
in “vendere cara la pelle”, loc.v. De Mauro,
2014).</p>
        <p>SENSO</p>
        <p>USO DI UNO
STRUMENTO</p>
        <p>PARTE DEL</p>
        <p>CORPO
COINVOLTA
NELL'AZIONE</p>
        <p>ANIMATEZZA</p>
        <p>DEL
SOGGETTO
l'acqua
bolle a 100 - - non umano
gradi
ho broislloito il + braccia umano
bollire Lduiigraibbboilale - - umano
la teiera
bolle sul - - non umano
fuoco
le patate
stanno - - non umano
bollendo</p>
        <p>Tabella 10: Esempi della codifica di informazioni
semantico-concettuali dei verbi presenti nella banca-dati.</p>
      </sec>
      <sec id="sec-1-4">
        <title>Variabili Sintattiche</title>
        <p>
          Un numero crescente di studi sta mettendo in
evidenza che l’elaborazione lessicale di nomi e
verbi è sensibile alla manipolazione di variabili
sintattiche come la struttura argomentale
          <xref ref-type="bibr" rid="ref24 ref5">(Collina, Marangolo, e Tabossi, 2001; Thompson,
Lange, Schneider, e Shapiro, 1997)</xref>
          , il tipo di
sotto-categorizzazione e il numero di ruoli
tematici
          <xref ref-type="bibr" rid="ref9">(De Bleser e Kauschke, 2003)</xref>
          . In base alle
indicazioni di questi studi, per ciascun verbo
della banca-dati e per ciascun senso o significato
ammesso dal verbo stesso è specificato il
comportamento sintattico in termini di transitività o
intransitività; per l’uso intransitivo dei verbi è
segnalata la possibilità di avere un complemento
oggetto interno (dormire). Per ciascun uso del
verbo è indicato anche il numero minimo di
argomenti ammessi e la struttura di
sottocategorizzazione.
        </p>
        <p>SINTUASTOTICO</p>
        <p>NUMERO DI
ARGOMENTI
LEMMA ESEMPIO
questo
coltello intransitivo 0 sogg-v
taglia bene
(Fig)
tagliare per i intransitivo 1 sogg-v-prep.arg
prati
tagliare tagltioarrteauna transitivo 1 sogg-v-arg.
mtaigslioantoo riflessivo 0 sogg-v
mciatapgelliloi i riflessivo 1 sogg-v-arg
Tabella 11: Esempi della codifica della struttura
argomentale e della struttura di sotto-categorizzazione di verbi.
STRUTTURA DI</p>
        <p>SOTTOCATEGORIZZAZIONE</p>
        <p>Infine, è presente l’informazione relativa alla
possibilità di usare il verbo in forma riflessiva ed
è riportato il tipo di ausiliare ammesso per
ciascun significato possibile (essere per svenire;
avere per abbaiare; entrambi per imbiancare a
seconda del significato del verbo: Aldo ha
imbiancato le pareti; Aldo è imbiancato
precocemente).</p>
        <p>Per ciascun senso possibile di un verbo o nome
è indicato il numero di argomenti che ne
completano il significato e che devono essere
obbligatoriamente espressi al fine di usare il verbo o il
nome in frasi grammaticalmente corrette e non
semanticamente incomplete (appendere, 2
argomenti: Ho appeso i vestiti nell’armadio; crescita,
1 argomento: La crescita del bambino è stata
rapidissima intorno ai tre anni).
7.</p>
      </sec>
      <sec id="sec-1-5">
        <title>Misure Comportamentali</title>
        <p>Per ciascuna entrata della banca-dati sono
disponibili misure comportamentali ricavate dalla
somministrazione di un esperimento di decisione
lessicale visiva6 a 110 parlanti italiani. I 100
nomi e i 100 verbi7 della banca-dati sono stati
presentati all’interno di una lista più ampia in cui
sono state impiegate altre parole-filler (140 nomi
e 140 verbi). La lista complessiva di 480 nomi e
verbi è stata suddivisa in due sotto-liste
composte da 280 parole (140 nomi e 140 verbi) e 280
non-parole (140 pseudo-nomi e 140
pseudoverbi). A ciascun partecipante all’esperimento è
stata somministrata una lista da 560 stimoli (280
parole e 280 non-parole).</p>
        <p>NOMI</p>
        <p>VERBI
media dsetv.. media dsetv..</p>
        <p>T E(MMIPLILDISIERCISOPNODSIT)A 539,8 48,7 524,7 44,2
NUMERO DI ERRORI 5,3 7,4 3,0 4,9
Tabella 12: Tempi medi di riconoscimento e numero di
errori.</p>
        <p>I tempi medi di riconoscimento e l’accuratezza
ottenuti con questo esperimento, al pari delle
altre informazioni contenute nella banca-dati,
possono essere usati per selezionare nomi e verbi
perfettamente bilanciati per tutti i parametri
psicolinguistici rilevanti nell’accesso lessicale in
6 In questo esperimento le parole venivano presentate al
centro dello schermo di un computer per un tempo limite di
un secondo. I partecipanti dovevano decidere se esse fossero
parole reali dell’italiano.
7 In questo esperimento i verbi sono stati presentati nella
forma infinita e i nomi nella forma singolare.
studi finalizzati a confrontare le due classi di
parole.</p>
      </sec>
    </sec>
    <sec id="sec-2">
      <title>Riferimenti Bibliografici</title>
      <p>Mauro, T.
https://dizionario.internazionale.it/</p>
    </sec>
  </body>
  <back>
    <ref-list>
      <ref id="ref1">
        <mixed-citation>
          <string-name>
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