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    <article-meta>
      <title-group>
        <article-title>I Verbi Neologici nell'Italiano del Web: Comportamento Sintattico e Selezione dell'Ausiliare</article-title>
      </title-group>
      <contrib-group>
        <contrib contrib-type="author">
          <string-name>Matteo Amore</string-name>
          <email>matteo.amore@gmail.com</email>
          <xref ref-type="aff" rid="aff0">0</xref>
        </contrib>
        <aff id="aff0">
          <label>0</label>
          <institution>Università degli studi di Pavia</institution>
        </aff>
      </contrib-group>
      <abstract>
        <p>Italiano. Si è analizzata la selezione dell'ausiliare da parte dei verbi intransitivi, all'interno di un gruppo di neologismi italiani. I verbi studiati sono stati tratti da elenchi di neologismi disponibili online. Si è quindi verificata la loro presenza e il loro comportamento sul corpus itTenTen. Tali verbi hanno dimostrato una evidente preferenza per l'ausiliare avere. English. We analyzed the auxiliary verb selection made by Italian intransitive verbs, purposely by neological verbs. The verbs were chosen from online lists of neologisms. We checked the presence and the behaviour of these verbs on the itTenTen corpus. We found that almost all verbs choose the avere 'have' auxiliary.</p>
      </abstract>
    </article-meta>
  </front>
  <body>
    <sec id="sec-1">
      <title>-</title>
      <p>L’obiettivo di questo lavoro consiste
nell’individuare l’Ausiliare (Aux) selezionato dai
verbi neologici intransitivi dell’italiano. Prima di
discutere approfonditamente l’ipotesi di ricerca,
però, è necessario presentare il fenomeno
dell’intransitività scissa, in quanto esso costituisce
lo sfondo teorico in cui questo studio si vuole
inserire.</p>
    </sec>
    <sec id="sec-2">
      <title>Intrasitività scissa in italiano</title>
      <p>
        In italiano i tempi verbali composti sono formati da
una forma flessa dell’Aux essere o avere e da un
participio passato. I Verbi (V) transitivi attivi (p.e.
mangiare) selezionano avere,1 i riflessivi (p.e.
specchiarsi) selezionano essere, mentre i Verbi
Intransitivi (V Intr) mostrano un comportamento più
variegato: alcuni selezionano essere (p.e. andare),2 altri
avere (p.e. camminare), altri possono comparire con
1 Nelle forme passive e in quelle impersonali l’Aux è essere (nel
passivo si può trovare anche venire invece di essere).
2 Si noti che, tra le lingue romanze, l’italiano è la lingua con il
più alto numero di V Intr con Aux essere
        <xref ref-type="bibr" rid="ref4">(Bentley &amp;
Eythórsson, 2003)</xref>
        .
entrambi (p.e. correre). Per dare conto della
diversificazione interna al gruppo dei V Intr,
        <xref ref-type="bibr" rid="ref12">Perlmutter
(1978)</xref>
        postula l’esistenza di due sub-classi di verbi:
i V inaccusativi (con Aux essere) e i V inergativi
(con Aux avere). La differenza tra queste due
categorie corrisponderebbe ad una diversa struttura
sintattica profonda: nei V inaccusativi il soggetto
(Subj) superficiale corrisponderebbe ad un oggetto
diretto nella struttura profonda; nei V inergativi il
Subj superficiale corrisponderebbe ad un Subj anche
nella struttura profonda. All’interno di questa teoria,
quindi, la spiegazione del fenomeno risiede nel
livello sintattico. Sono in accordo con questa
impostazione, tra gli altri, anche gli studi di
        <xref ref-type="bibr" rid="ref5">Burzio
(1986)</xref>
        . Altri studiosi hanno proposto che la
distinzione tra inaccusativi e inergativi sia basata
unicamente su criteri semantici
        <xref ref-type="bibr" rid="ref16 ref4 ref7">(Van Valin, 1990; Dowty,
1991; Bentley e Eythórsson, 2003)</xref>
        . A partire dallo
studio di
        <xref ref-type="bibr" rid="ref11">Levin e Rappaport Hovav (1995</xref>
        ), si è però
affermata una tendenza che punta ad integrare i due
piani di analisi; un approccio di questo tipo è
utilizzato, nell’ambito della Role and Reference
Grammar, da
        <xref ref-type="bibr" rid="ref6">Centineo (1996)</xref>
        , in cui particolare
importanza è data al ruolo del Subj rispetto al verbo.
      </p>
      <p>
        Seguendo un’altra ipotesi, Sorace
        <xref ref-type="bibr" rid="ref15 ref3">(tra gli altri,
Sorace, 2000; Bard et al., 2010)</xref>
        identifica con
l’aspetto verbale il fattore semantico determinante
per l’intransitività e, parallelamente, individua 4
sottoclassi gerarchicamente ordinate all’interno dei
V intransitivi. Tale gerarchia è chiamata ASH
(Auxiliary Selection Hierarchy). A un polo della
gerarchia si trovano i V che selezionano esclusivamente
l’Aux essere (inaccusativi, massimamente telici),
all’altro polo si trovano i V che selezionano
esclusivamente l’Aux avere (inergativi, non telici). I V
appartenenti alle due sottoclassi intermedie mostrano
maggiore flessibilità di interpretazione. All’interno
degli inaccusativi la distinzione è dovuta alla
staticità del predicato, mentre all’interno degli inergativi il
parametro distintivo è costituito dall’agentività. Tale
sistema gerarchico, oltre ad essere stato dimostrato
per più lingue, è stato anche testato attraverso una
serie di esperimenti psicolinguistici
        <xref ref-type="bibr" rid="ref3">(Bard et al.,
2010)</xref>
        .
      </p>
      <p>Il lavoro qui presentato costituisce la fase iniziale
di una ricerca più ampia che conterrà un’analisi più
approfondita dei Verbi Neologici (VNeo). Pertanto
in questo contributo vengono presentati dati di tipo
quantitativo, riservando alle fasi di ricerca
successive le ipotesi sulle cause dell’inergatività.
1.2</p>
    </sec>
    <sec id="sec-3">
      <title>Obiettivo di ricerca</title>
      <p>L’obiettivo di questo contributo consiste in
un’analisi del comportamento sintattico dei VNeo
dell’italiano. Particolare attenzione viene riservata ai
V Intr e alla selezione dell’Aux di questi V nei
tempi composti, in quanto l’Aux corrisponde a una delle
discriminanti fondamentali per determinare
l’inaccusatività o inergatività di un V Intr in italiano
(cfr. §1.1). Fine ultimo di questa ricerca è stato,
perciò, fornire un’analisi quantitativa in grado di
mostrare quanti VNeo Intr selezionano avere come
Aux. In questo modo si è cercato di individuare ed
evidenziare eventuali linee di tendenza nel
comportamento sintattico dei VNeo.
1.3</p>
    </sec>
    <sec id="sec-4">
      <title>Neologismi</title>
      <p>
        Nell’ambito degli studi sull’intransitività, i VNeo
costituiscono un’area ancora non indagata. Un
neologismo è una parola o espressione nuova, formata
attraverso le regole di formazione proprie del
sistema lessicale di una lingua e non ancora registrata nei
vocabolari
        <xref ref-type="bibr" rid="ref1">(Adamo e Della Valle, 2017:8)</xref>
        . Tuttavia
riconoscere quali parole siano effettivamente
neologismi non è un compito facile, in quanto la
percezione di una parola come nuova può dipendere in
larga parte dalle competenze e dai criteri soggettivi
propri di ogni utente della lingua
        <xref ref-type="bibr" rid="ref13">(Quemada,
2006:9;11)</xref>
        .
      </p>
      <p>
        Il motivo per cui si è scelto di indagare i
neologismi consiste nel loro essere elementi il cui uso non
si è ancora stabilizzato e che pretanto possono
presentare oscillazioni e/o suscitare incertezza in chi li
utilizza. Si pensi, p.e., alla traduzione italiana del V
inglese to scan nel significato di ‘riprodurre
digitalmente un’immagine attraverso uno scanner’: in
questo caso l’uso oscilla tra due V identici nel
significato ma differenti nella forma, ossia scansionare e
scannerizzare. Tali oscillazioni appaiono naturali e
possono essere viste come sintomi dell’instabilità
concettuale, morfologica e pragmatica delle nuove
parole
        <xref ref-type="bibr" rid="ref1 ref13">(Quemada, 2006:9; Adamo e Della Valle,
2017:23-24)</xref>
        .
      </p>
      <p>Nonostante la presenza o l’assenza di una voce
nei dizionari sia un fattore indiscutibilmente
importante per l’identificazione di un neologismo, in
questo lavoro, si è dato maggior risalto agli aspetti di
incertezza e instabilità tipici delle neoformazioni,
poiché si è voluto verfificare se tale incertezza possa
realizzarsi anche nella scelta dell’Aux nei tempi
composti. Proprio per dare più spazio a tali possibili
oscillazioni si è scelto di utilizzare anche una risorsa
online basata sulle segnalazioni degli utenti del sito
dell’Accademia della Crusca (cfr. §2.2).</p>
      <p>In conclusione, proprio perché lo statuto
neologico di una espressione può assumere a volte contorni
sfumati (cfr. supra), la nozione di neologismo
utilizzata in questo lavoro è piuttosto ampia ed è volta
ad includere, oltre ai neologismi stricto sensu, non
solo termini che stanno entrando (o potrebbero
entrare) nel lessico comune a partire da linguaggi
settoriali o varietà non standard, ma anche parole
recentemente registrate in opere lessicografiche. Da
questi presupposti derivano pertanto le scelte
metodologiche operate (cfr.§2).
2
2.1</p>
    </sec>
    <sec id="sec-5">
      <title>Metodologia</title>
    </sec>
    <sec id="sec-6">
      <title>Scelta del corpus</title>
      <p>
        La scelta di una ricerca corpus-based è stata
effettuata per rispondere a più esigenze
contemporaneamente. Dato che il contesto sintattico è considerato
decisivo nella scelta di un Aux, l’utilizzo di un
corpus è sembrata una scelta valida. Inoltre il corpus
itTenTen (
        <xref ref-type="bibr" rid="ref8">Jakubíček et al., 2013</xref>
        ) è il più grande
corpus disponibile per l’italiano (4,9 miliardi di
parole), ed è anche un corpus web-based e ciò ha
sicuramente favorito la presenza, nelle attestazioni, di
molti verbi usati in ambito informatico, settore
particolarmente esposto all’influenza dell’inglese e
continuo portatore di nuovi referenti.
2.2
      </p>
    </sec>
    <sec id="sec-7">
      <title>Creazione della lista</title>
      <p>Per ottenere una lista di neologismi quanto più
aggiornata possibile, si è scelto di basare l’indagine su
due elenchi disponibili online. Il primo è costituito
dalla pagina riservata ai neologismi su Treccani.it
(http://www.treccani.it/lingua_italiana/neologismi/s
earchNeologismi.jsp).3 Tale lista è stata scelta per la
sua notevole ampiezza (più di 12000 voci) e perché,
nonostante sia un lavoro in continua fase di
sviluppo, ogni voce presente è corredata da un contesto
d’uso reale tratto da un quotidiano o rivista a
diffusione nazionale. Ciò dimostra come dietro a questo
elenco ci sia un processo di revisione e controllo
delle voci.</p>
      <p>
        Il secondo riferimento corrisponde, invece,
all’elenco dei termini nuovi che sono stati segnalati
più frequentemente dagli utenti del sito
dell’Accademia della Crusca
        <xref ref-type="bibr" rid="ref17 ref18">(http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua3 Ultima consultazione 15/01/2017.
italiana/parole-nuove/parole-piu-segnalate)</xref>
        . 4 È
necessario sottolineare che su tale elenco non viene
esercitato nessun controllo editoriale, 5 né vi è un
confronto con risorse lessicografiche esistenti,
perciò la lista può contenere voci già incluse nei
dizionari oppure elementi legati a varietà regionali.
Nonostante questi limiti, si è scelto di utilizzare la
risorsa considerandola come un riflesso della
percezione dei parlanti riguardo alle parole avvertite
come neoformazioni. Un ulteriore e più importante
vantaggio offerto da questa lista è la presenza di V
meno diffusi e afferenti ad ambiti più eterogenei6
rispetto a quelli presenti nell’elenco di Treccani.it.7
      </p>
      <p>Un aspetto postivo di entrambe le risorse è
costituito dal loro costante aggiornamento che, offrendo
una rappresentazione dinamica del lessico, ha
permesso di analizzare termini la cui diffusione fosse la
più recente possibile. 8 Quindi, sebbene le risorse
presentino dei limiti, si è scelto di utilizzare
entrambi gli elenchi senza apportare modifiche o filtri.</p>
      <p>Non esistendo una risorsa che ne permettesse la
consultazione offline, l’elenco completo dei
neologismi presenti su Treccani.it è stato estratto
automaticamente.9 La lista di tutte le forme provenienti
dalle due fonti comprende circa 12500 parole ed
espressioni complesse.10 All’interno della lista, sono
state esaminate tutte le parole terminanti in -are,
ere o -ire, con lo scopo di selezionare
esclusivamente i VNeo. Lo spoglio manuale dell’elenco ha
condotto a un totale di 368 lemmi.
2.3</p>
    </sec>
    <sec id="sec-8">
      <title>Ricerca su itTenTen</title>
      <p>
        Partendo da tale lista, si è condotta una ricerca sul
corpus ItTenTen, attraverso l’interfaccia di Sketch
Engine
        <xref ref-type="bibr" rid="ref10">(Kilgarriff et al., 2014;
http://www.sketchengine.co.uk)</xref>
        , la quale permette,
oltre ad altre tipologie, sia una ricerca per lemma,
sia una ricerca per forme singole. Per ogni verbo si
4 Ultima consultazione 15/01/2017.
5 L’unica revisione che viene effettuata è volta ad eliminare
dall’elenco volgarità, bestemmie et simlia.
6 Si danno qui alcuni esempi: screenshottare ‘salvare come
immagine ciò che viene riprodotto su uno schermo, p.e. di uno
smartphone’; camperare ‘pratica attuabile in alcuni videogiochi
che consiste nel rimanere a lungo nascosti per evitare di essere
colpiti’. Entrambi questi V sono stati riscontrati nel corpus
itTenTen.
7 L’elenco di neologismi costruito dall’ ONLI (Osservatorio
Neologico della Lingua Italiana) non è stato incluso nella
ricerca in quanto quest’ultimo presentava un gruppo più ristretto di
V, parzialmente rappresentato anche nell’elenco di Treccani.it.
8 Si noti che i più recenti repertori di neologismi italiani
stampati sono stati pubblicati nel 2008
        <xref ref-type="bibr" rid="ref14 ref2">(Adamo e Della Valle, 2008;
Sanguineti, 2008)</xref>
        .
9 Tale operazione è stata effettuata attraverso la funzione “carica
dati esterni da web” di Microsoft Excel 2010®.
10 Oltre a parole semplici (p.e. admin), figurano anche composti
(p.e. aereo bomba, baby-hacker); sintagmi di vario genere (p.e.
adozione mite, a colpi di maggioranza); sigle (p.e. ADSL).
sono cercate sia tutte le occorrenze del relativo
lemma (per ottenere tutte le forme flesse), sia le
occorrenze del solo participio passato. La ricerca per
participio passato è stata necessaria per vari motivi:
a) per trovare anche occorrenze che avessero
presentato una lemmatizzazione errata (e, trattandosi di
neologismi, si è ipotizzato che non tutti fossero
lemmatizzati correttamente); b) per ottenere in
maniera più immediata risultati contenenti forme
verbali composte da Aux e participio; c) per includere
anche i casi in cui il participio passato fosse stato
etichettato come aggettivo (per moltissimi verbi,
infatti, parte delle occorrenze è costituita da participi
passati in funzione aggettivale). Considerata la
quantità degli elementi da ricercare per la ricerca sul
corpus si è utilizzato il comando in linguaggio
Python webbrowser.open( ) che ha permesso l’apertura
di più pagine web (e quindi più ricerche)
contemporaneamente.11
2.4
      </p>
    </sec>
    <sec id="sec-9">
      <title>Analisi morfosintattica</title>
      <p>
        Per ogni elemento della lista sono stati individuati
gli eventuali suffissi derivativi (p.e. -izzare,
eggiare) e, quando possibile, la base lessicale da cui
il neologismo è derivato (p.e. slalom è base di
slalomeggiare). Per quanto riguarda la base lessicale, si
è scelto di registrare anche le informazioni relative
alla lingua di origine (italiano o inglese). La lingua
d’origine, però, non è stata annotata nelle seguenti
situazioni: casi in cui la base fosse un nome proprio
di persona o di luogo (p.e. Berlusconi in
berlusconeggiare, Lisbona in lisbonizzare), casi in cui la
base fosse il nome di un marchio (p.e. Facebook in
facebookare) e casi in cui la base corrispondesse ad
una sigla (p.e. LOL in lollare). In quest’ultima
situazione si è scelto di non segnalare la lingua
d’origine in quanto si è ritenuto che l’uso (e la
conoscenza del significato) di alcune sigle o acronimi
può essere indipendente dalla conoscenza delle
singole parole che hanno dato vita alla sigla stessa
        <xref ref-type="bibr" rid="ref1">(Adamo e Della Valle, 2017:103)</xref>
        .
      </p>
      <p>L’analisi più pertinente all’obiettivo di questo
lavoro è quella relativa al comportamento sintattico
dei V. Nei casi in cui nel corpus fosse presente
almeno una occorrenza per lemma, le informazioni
sintattiche sono state dedotte dal corpus; per i V non
rappresentati nel corpus (esclusi dalle analisi
successive) l’attribuzione del tipo sintattico è stata
basata sul giudizio di chi scrive. Le categorie
utilizzate per descrivere il tipo sintattico del verbo sono le
seguenti: Transitivo (Tr); Intransitivo (Intr);
Alternante Transitivo/Intransitivo (Tr\Intr);12 inoltre sono
11 Per ulteriori informazioni sul comando si rimanda a
https://docs.python.org/2/library/webbrowser.html .
12 Oltre ai V esclusivamente trasitivi e V esclusivamente
intransitivi, in italiano esiste anche una classe piuttosto numerosa di
state riconosciute altre categorie presenti in misura
minore rispetto alle precedenti.13 Infine, per i V Intr
(o alternanti Tr\Intr) è stato individuato, quando
possibile, l’Aux selezionato dal V (distinguendo
dagli altri i V che presentavano doppio Aux). Al
fine di ottenere dati più solidi da un punto di vista
empirico, si è scelto di prendere in considerazione
solo i verbi rappresentati nel corpus. Trattandosi, in
alcuni casi, di lemmi molto rari e poco utilizzati si è
scelto di esaminare solo i VNeo che fossero
rappresentati da più di un’occorrenza nel corpus.14 I VNeo
presenti nel corpus sono stati separati dagli altri e
costituiscono una lista di 206 lemmi.</p>
      <p>Si noti, infine, che qui viene proposta un’analisi
di tipo quantitativo e che tale indagine si configura
come un primo stadio di uno studio più ampio che
comprenderà anche analisi di natura qualitativa.
3
3.1</p>
    </sec>
    <sec id="sec-10">
      <title>Risultati</title>
    </sec>
    <sec id="sec-11">
      <title>Comportamento sintattico</title>
      <p>All’interno del gruppo di VNeo riscontrati nel
corpus, la maggioranza dei V risultano essere transitivi
(1), mentre i V Intr costituiscono un insieme molto
più piccolo (2). In misura ancora inferiore vi sono i
V che mostrano un’alternanza del tipo
Transitivo(3)a)\Intransitivo(3)b). La (Figura 1) riassume
questi dati.</p>
      <p>
        (1) Gli investigatori hanno attenzionato
entrambe le abitazioni
(2) Anni fa girava a comiziare su una
camionetta
(3)
a. Molta gente che ha opinionato questo film
b. Il tuttologo può opinionare su tutto e tutti
Per quanto riguarda la relazione tra
comportamento sintattico e lingua di origine della base del
neologismo, nei dati analizzati è stata riscontrata
un’asimmetria: nei neologismi derivati da termini
italiani i V con alternanza Tr\Intr sono un gruppo
più ristretto rispetto a quelli non alternanti, mentre
per i neologismi derivati da termini inglesi vi è una
sostanziale parità tra V Intr e V Tr\Intr (cfr. Figura
2).
verbi che possono essere, a seconda dei casi, sia transitivi sia
intransitivi. Es.: suonare è Tr in Giulia sta suonando una nuova
canzone, mentre è Intr in Giulia sta suonando (
        <xref ref-type="bibr" rid="ref9">Ježek, 2003</xref>
        :94).
13 Tali categorie sono: Riflessivo/pronominale; Passivo (usato
nel caso in cui di un V siano state trovate solo occorenze in
forma passiva, p.e. alluminizzare); Alternante
Intransitivo/riflessivo; Alternante Transitivo/intransitivo/riflessivo;
Alternante Transitivo/passivo; Alternante Intransitivo/passivo;
Non identificabile su base intuitiva.
14 Si noti che itTenTen viene sottoposto a revisione periodica,
per cui la presenza di alcuni dati potrebbe variare nel tempo.
Figura 1. Comportamento
neologismi esaminati
sintattico
dei
Figura 2. Comportamento sintattico e lingua di origine
della base del neologismo
3.2
      </p>
    </sec>
    <sec id="sec-12">
      <title>Selezione dell’ausiliare</title>
      <p>Per quanto riguarda la selezione dell’Aux da parte
dei V Intr, i dati raccolti mostrano una tendenza
netta. Se si considerano solo i V Intr o i V che
presentano alternanza con il tipo Intr (per un totale di 80
V), solamente in 3 casi l’Aux è essere (ma cfr.
infra); in altri 3 casi l’Aux può alternare tra essere e
avere; in 24 casi non è stato rintracciato nessun
Aux. In tutti gli altri 50 casi l’Aux selezionato è
avere e, se si escludono i casi per cui l’Aux non è
stato rinvenuto, tale cifra corrisponde all’89% del
totale.</p>
      <p>I verbi con Aux essere sono: pacsare (usato
anche nella forma pacsarsi con qcn.) ‘unirsi in un
contratto coniugale denominato PACS’ (4);
imbufalire/imbufalirsi ‘arrabbiarsi’(5); loggare/loggarsi ma
solo nel significato ‘effettuare l’accesso ad un
sistema protetto tramite delle credenziali’ (6).15 Si noti
15 Questo verbo presenta anche un altro significato di tipo
transitivo che corrisponde a ‘registrare le operazioni effettuate’.
che pacsare/-rsi può essere considerato come un
troponimo di sposare/-rsi, mentre loggare/-rsi è un
sinonimo (tecnico) di ‘entrare’. Entrambi gli
equivalenti non neologici presentano l’Aux essere. Si noti
che in alcune occorrenze di questi V, il participio
passato sembra svolgere una funzione aggettivale.
(4) Il mio compagno, con cui sono pacsato da
più di 6 anni
(5) Davide era letteralmente imbufalito contro
la situazione dei parcheggi
(6) Se sei loggato, verrai identificato con il tuo
nome utente</p>
      <p>Per quanto riguarda il V imbufalire/imbufalirsi, la
forma imbufalire in casi come (5) presenta l’Aux
essere in modo coerente con altri verbi parasintetici
dell’italiano (p.e. ingiallire, sbiancare, arrossire) il
cui significato equivale a ‘diventare X’ (e in cui il
soggetto non ha controllo sull’azione). Anche nella
forma riflessiva, ovviamente, il V mostra l’Aux
essere.</p>
      <p>I tre verbi che presentano l’alternanza
avere/essere sono invece: crashare ‘smettere di
funzionare per motivi legati ad un software’(7); sifonare
‘rubare; fare sesso’ (8); colazionare ‘fare colazione’
(9).</p>
      <p>(7)
a. Il programma ha crashato varie volte
b. Infatti è crashato solo una volta
a. Stamane avevo già colazionato con
caffèlatte
b. Prometto sarò già colazionato</p>
      <p>Questi ultimi due V però non andrebbero
considerati come realmente alternanti: infatti sifonare
presenta l’Aux essere solo nella forma pronominale
sifonarsi qcn. (modellato sui vari verbi che indicano
l’attività sessuale come scopare/-rsi, etc.), mentre
quando il participio passato colazionato appare con
il V essere, esso si comporta come un aggettivo
indicante uno stato (interpretabile come ‘sazio a causa
della colazione’).</p>
      <p>La classe dei V Intr con Aux avere è piuttosto
eterogenea e per completezza se ne riportano solo
alcuni esempi: outperformare ‘produrre prestazioni
superiori alla media’(10); saltapicchiare ‘saltellare,
passare da un posto ad un altro’(11).</p>
      <p>(8)
(9)
a. Ormai si è sifonato Gabriela
b. I due traditori avrebbero sicuramente
sifonato selvaggiamente
(10) Le banche</p>
      <p>l’indice generale
(11) Ho saltapicchiato qua e là.</p>
      <p>oggi
hanno
outperformato
4</p>
    </sec>
    <sec id="sec-13">
      <title>Conclusioni</title>
      <p>La netta maggioranza dei neologismi esaminati
seleziona avere come Aux nei tempi composti, mentre
in presenza dell’Aux essere il participio tende a
indicare uno stato e sembra assumere un valore
aggettivale.</p>
      <p>Tale comportamento potrebbe essere indice di
una propensione, in italiano contemporaneo, per una
separazione netta tra le funzioni svolte dai due Aux.
In alternativa si può ipotizare una preferenza per la
creazione di V inergativi, rispetto agli inaccusativi.</p>
      <p>Come accennato in precedenza (§1.1 e §2.4), tale
analisi ha voluto indagare aspetti principalmente
quantitativi, perciò sarà necessariamente ampliata
per stabilire quali sono, se esistono, le motivazioni
per i dati riscontrati. In particolare, si indagheranno
ipotesi riguardanti l’aspetto semantico dei VNeo.
Un’analisi incentrata sulla semantica dei neologismi
studiati potrebbe essere utile, infatti, per mostrare
eventuali tendenze nella creazione di nuovi verbi (in
termini di preferenze semantiche e/o aspettuali).</p>
      <p>Un ulteriore campo di indagine meritevole di
approfondimento potrebbe essere quello relativo ai
valori e alle funzioni svolte dal participio passato in
cooccorrenza con l’Aux essere.</p>
      <p>Nonostante i limiti costituiti da una nozione di
neologismo ampia ma tenue e dall’utilizzo di un
corpus vasto ma dalla rappresentatività relativa, il
lavoro offre dei dati quantitativamente chiari e che
confermano l’importanza di risorse come i corpora
per l’avanzamento degli studi lessicografici (e non
solo).</p>
    </sec>
    <sec id="sec-14">
      <title>Sitografia</title>
      <p>http://www.sketchengine.co.uk</p>
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